http://stunrise.it/wp-content/uploads/2015/07/matteo_salvini-razzismo_lega_nord-stunrise_immigrati_italia.jpg

Vita da Negri – la Lega ai tempi di Salvini

Uno spettro si aggira per l’Europa. E no, non è né il comunismo né l’infinita crisi greca. È la nuova Lega nazionale, lanciata da un Salvini al 36% nei sondaggi e osteggiata da fini personalità politiche quali Calderoli e l’ormai decorativo Bossi. Il logo resta lo stesso, ma il Matteo verde sembra aver capito che votano anche a sud di Bologna e si è prodigato in diversi salotti tv per convincerci che dopotutto i terroni non sono poi così male, soprattutto se confrontanti con gli orrendi immigrati.

Poco importa che siano profughi, donne o bambini o che in Italia siano solo di passaggio. Gli immigrati sono il nuovo spauracchio politico che permette di raccattare un’allettante quantità di voti in tutto lo stivale e, diciamocelo, il motto “prima gli italiani” scalda i cuori di molti opinionisti da bar. I servizi di telegiornali e talk show –non importa il canale, Salvini il martedì ve lo beccate comunque- rendono il gioco leghista ancora più semplice. Se infatti Renzi, l’Obama de’noartri, punta tutto sul marketing della speranza e Grillo delira di democrazia diretta e decrescita felice, il messaggio di Salvini fa leva su un’unica, forte emozione: la paura. Paura che tutti questi rom e marocchini (i marocchini son comunque negri, si sa) rimangano qui a rubarci lavoro e pensioni, rosicchiando il poco rimasto in sussidi statali.

Poco importa che ogni anno la Germania riceva 200.000 richieste di asilo, mentre l’Italia si assesti a quota 64.000 e che quindi il nostro paese rappresenti solo una tappa del viaggio per molte di queste persone. E poco importa se questo significa respingere, o peggio bloccare in centri di accoglienza senza scopo, persone che potrebbero rifarsi una vita e diventare un’enorme risorsa per l’Italia. Considerando che il nostro paese invecchia e non fa figli, fra qualche anno ci ritroveremo a rapire i bambini che oggi respingiamo, per educarli e inserirli nel nostro mondo del lavoro, nella speranza che qualcuno ci paghi le pensioni. Ma la lungimiranza non è mai stata una caratteristica vincente dei nostri leader ed è molto più facile convincere un elettorato anzianotto e con problemi di analfabetismo di ritorno che il problema del paese sia lo straniero e non il malaffare generalizzato o l’incompetenza della classe politica. Ed è fin troppo facile dare un volto alla frustrazione, invece di proporre riforme sensate che finalmente sblocchino questo paese e ci aiutino a far ripartire l’economia.

In fondo, ragion di stato e poltrona in parlamento annullano ogni spinta morale ad aiutare altri esseri umani. Che questi fantomatici e spaventosi immigrati siano anche in buona parte persone che scappano da guerre e dalla follia distruttiva dell’Is non è un problema della Lega 2.0.




There are no comments

Add yours

Rispondi

Hide