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Various Artists – Happy Birthday Grace

La prima parola che deve figurare in una riflessione su questa compilation è un’espressione di stupore e godimento profondo.

Wow!

L’idea di omaggiare, a 20 anni esatti dalla pubblicazione (23 agosto ’94), uno dei dischi più rilevanti della storia, è stimabile e al tempo stesso delicata, vista la mole di parole spesa sulla figura di Jeff Buckley, artista morto a soli 31 anni e in circostanze ancora non chiare. L’iniziativa si deve alla QB MUSIC Studio, che ha prodotto questo tributo per festeggiare il suo primo anno di attività. Non nascondo di aver cliccato play in preda alla paura, dal momento che chi scrive ha una vera adorazione per il Grace originale: è un po’ come se mi stessero dicendo “ti piace Milla Jovovich? Ok, ho photoshoppato degli scatti mettendole una quarta abbondante”. L’ansia cresce a dismisura, non me ne vogliate.

Fortunatamente la chiave di lettura dietro a Happy Birthday Grace – a tribute to Jeff Buckley’s masterpiece 1994-2014 non è una specie di Pimp my Jeff, ma un “gioco di specchi che ci permette di vedere in lui e nella sua opera un pezzo di noi”, come ben riportato da QB MUSIC.

Dieci brani finissimi, difficili e con tessiture sapienti, rivisitati da artisti della scena emergente italiana in un contesto di totale libertà.

È proprio da qui, da questa personalità, che è stato possibile partorire un disco così degno di essere ascoltato. Anzi, da fan di Buckley, credo proprio si possano dire illuminanti alcuni arrangiamenti e punti di vista proposti. Ma il regalo fatto all’ascoltatore è duplice: se da un lato viene fatto sentire il colore della band che ha curato la cover, dall’altro si scopre qualcosa in più dei brani originali. Insomma, se deve proprio esistere il concetto di tributo, è quello di questa compilation.

Al tutto si aggiunge una produzione davvero di livello, ricercata e organica, nonostante la natura multiforme del disco. Complimenti al QB MUSIC Studio, dove sono stati registrati, missati e masterizzati i brani (e bravo anche Paolo Castaldi per la notevole copertina).

Happy Birthday Grace va ascoltato con calma, proprio come l’originale, quindi mi limito a qualche accenno sui punti fondamentali. Si parte con i fuochi d’artificio: Mojo pin degli Starcontrol è stupenda. Voce intensa, basso con un suono che vorrebbe chiunque e, soprattutto, un “taste” unico. Tra i brani rivisitati con più decisione troviamo Grace di Konsuelo Band + Naima e  Eternal life dei Nation of Giants: una svolta rock che sporca piacevolmente la vena degli arrangiamenti originali, nel primo caso con un’attitudine tutta inglese, nel secondo arrivando dal classic rock americano. Tutti si staranno interrogando su Hallelujah, sviluppata dagli ottimi Io?Drama, che escono bene dalla prova, pur senza riuscire a mettere tutto il loro sapore nel pezzo (era difficile).

Due parole per i momenti a mio parere imperdibili del disco, Dream brother di Metadata + DeniseSo real dei Two Fates. Suoni eterei e modernissimi, la natura dei due brani resta quella che conosciamo, ma forse sono in grado di avvicinare a un artista immenso come Buckley anche gli ascoltatori più lontani da quel mondo di “voce e Telecaster”. In definitiva, qui abbiamo personalità, raffinatezza e una bella occasione per chi non avesse ancora trovato lo stimolo a confrontarsi con il cantautore definitivo.

 

Tracklist:

1. Mojo pin – Starcontrol
2. Grace – Konsuelo Band + Naima
3. Last goodbye – Antonello Brunetti + Palmanova
4. Lilac wine – Sergio Arturo Calonego
5. So real – Two Fates
6. Hallelujah – Io?Drama
7. Lover you should’ve come over – La Linea del Pane
8. Corpus Christi carol – Zenergy Trio
9. Eternal life – Nation of Giants
10. Dream brother – Metadata + Denise




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