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Tre Allegri Ragazzi Morti – Live Report Sesto San Giovanni 2014

Giovedì 28 agosto, concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti al Carroponte di Sesto San Giovanni. Come al solito arrivo in ritardo e mi perdo la prima band (Plastic Made Sofa): quando non hai la macchina e il mostro di Milano noto come ATM ti ostacola, diventa arduo essere puntuali. Va beh, pazienza. Mi armo di birra, sigarette e mi pianto come un albero secolare davanti al FOH, con un’aura di misantropia che mi concede 2 metri buoni dal resto del pubblico.

Suonano sul palco piccolo con un impianto che non è proprio dei migliori ma è tarato bene (mi sembra l’abbia tarato LabirintiAcustici), il mixer è standard e le minacce di Gigi Galmozzi a.k.a. Il Conte a.k.a. il responsabile audio dei TARM si fanno pesanti quando gli dico che ho intenzione di scrivere il live report della serata. Minacce, scherzi, birre e sigarette a parte finalmente 2 dei quattro Ragazzi Morti conosciuti come Davide Toffolo ed Enrico Molteni salgono sul palco e intonano con voce e basso La tatuata bella: il pubblico risponde a pieni polmoni creando un’unica mega orchestra stonatissima, ma piena di emozione.

Dopo aver salutato e preso per il culo il pubblico come di consuetudine, i TARM fanno una tirata con un po’ di pezzi, fra i quali Il principe in biciclettaQuasi adattiIl mondo prima Puoi dirlo a tutti. Nel mentre il mix viene assestato e il rim shot viene gasato da un riverbero che solo le orecchie del Conte sanno come far uscire. Si susseguono in ordine sparso Signorina primavoltaOcchi bassiVoglioLa mia vita senza te, (non ricordo se hanno fatto anche) Abito al limiteAlle anime perseCodalungaLa faccia della luna.

Ad un certo punto El Tofo annuncia IL REVIVAL sotto il nome “tre allegri ragazzi morti per principianti”, con pezzi dei primi album. I miei 15 anni riaffiorano e mi spingono a prendere un’altra birra media per rinfrescarmi le corde vocali. Nella mia mente perversa la vaga idea di scatenare un pogo, rifarmi la cresta e vomitare “a caso” in giro per il Carroponte.

L’emozione parte al momento in cui le maschere vengono tolte, se ne va il quarto componente e resta lo scheletro dei vecchi e cari TARM. Sotto le minacce di chiudere il live Toffolo butta via la maschera e iniziano il revival. Nemmeno 30 secondi dopo, uno o una preso/a da un attacco di tecnologite acuta fa spuntare dalle teste il suo bellissimo smartphone di ultima generazione che fa chiudere tutto il revival. Il pubblico intona insulti ed imprecazioni per 10 minuti buoni, costringendomi a rimettermi in sesto e calcolare se quei famosi 2 metri di aura misantropa ci sono ancora.

La mia birra si sgasa. Al rientro propongono I cacciatori in versione chitarra e voce. Poi la band si riunisce e suonano di botto La via di casaMio fratellino ha scoperto il rock’n'rollFrancesca ha gli anni che haDi che cosa parla veramente una canzone. Dopodiché, come da copione, prendono e se ne vanno nel backstage facendo finta che il concerto sia finito (la solita scenetta che io odio profondamente). Al rientro di Toffolo iniziano i soliti giochini che solo i TARM possono permettersi con il pubblico, che finiscono con la frase che contraddistingue un loro concerto:

LA VITA È CATTIVA MA NON L’HO INVENTATA IO, IL CONCERTO È FINITO!

Il pubblico non si fa cogliere impreparato e fa partire come un coro da stadio un caloroso:

VAFFANCULO!

Dopo aver ripetuto la frase maestra, la band annuncia 5 canzoni “stupide” per chiudere in bellezza: Dipendo da teOgni adolescenzaLa poesia e la merceMIAMI (Canzone scritta per il festival MIAMI 2014), Aria di rivoluzione (cover di Battiato) e Mai come voi. Per finire (e per fare un piacere esclusivamente a me e solo a me) chiudono con Fortunello. Purtroppo non avevo a portata di mano una macchinetta per rasarmi la testa.

I TARM sono una sicurezza sia artistica che sonora. A chi non li conosce consiglio di andarli a sentire, anche solo per godersi lo spettacolo audio/visivo che propongono. Il concerto non viene fatto dai soli 4 componenti della band e dallo staff tecnico, ma da tutto il pubblico che con le maschere addosso ricrea un’unica grande band di ragazzi morti. Ora vi lascio, che mi tocca un viaggio di 45 minuti nel bagagliaio di una macchina, in 6, mezzo sbronzo e senza sigarette.

LA VITA È CATTIVA MA NON L’HO INVENTATA IO, IL CONCERTO È DAVVERO FINITO!




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