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Thegiornalisti Live @ Tunnel – Live Report

Il sole è tramontato da poco su Milano, e le prime “romantiche” luci dei palazzi si sono già accese quando arriviamo al Tunnel.
Sin dal marciapiede si sente l’eco del soundcheck che si sta svolgendo all’interno del locale.
Stasera siamo qui per il concerto dei TheGiornalisti, un gruppo di baldi giovani giunti direttamente dalla Capitale per una data del loro tour.

Processed with VSCOcam with hb1 preset  Il loro piccolo “TheFurgone” è parcheggiato di fronte all’ingresso del Tunnel, e proprio mentre sto riflettendo su quanto sia tremendamente rock ‘n’ roll ecco che sento una voce alle mie spalle.
La prima impressione, non appena mi volto, è quella di avere davanti un giovane Lucio Dalla in giacca di velluto a coste e berretto di lana scura.
È Tommaso Paradiso, voce del gruppo, che, appoggiato mollemente al muro, risponde alle domande di una ragazza di qualche rivista, che annota attentamente le sue risposte su un quadernetto.
Sono ormai passate le 19, e pur avendo aspettato diligentemente il nostro turno per fare qualche domanda ai ragazzi, dobbiamo fare i conti con la prenotazione al ristorante ed i loro famelici stomaci.
Nonostante la location non fosse delle più classiche per un’intervista, i proprietari dell’Antica Osteria di via Gluck ci permettono gentilmente di ingombrare metà sala con le attrezzature e di creare una situazione molto calda e conviviale.

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Davanti ad un buon bicchiere di vino rosso e pur con l’animo in ambasce per le sorti della partita della Roma, i ragazzi sono disponibili e rispondono senza riserve a tutte le nostre domande.

Una volta ottenuto il nostro materiale li lasciamo rimettersi in forze prima dell’esibizione.
Quando facciamo ritorno al locale, un paio d’ore più tardi, la fila ha già cominciato a formarsi davanti all’entrata.
Una volta conquistata saldamente la prima fila, mi concentro sulle persone che stanno entrando.
È innegabile, la fauna ai concerti dei TheGiornalisti è sempre molto varia: ci sono gli autoctoni appassionati della scena musicale, quelli dello zoccolo duro che si sono fatti ore ed ore di macchina per arrivare, qualche soggetto strampalato e una buona percentuale di romani trapiantati.
Ad aprire il concerto salgono sul palco gli Egokid, un eclettico e pittoresco gruppo nostrano con sonorità street-folk.
I membri si scambiano continuamente strumenti e posizioni, ed è un piacere per gli occhi e per le orecchie vederli in azione.

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Terminata la loro performance e trascorsi interminabili minuti durante i quali ho appreso, dalle ragazze dietro di me, tutti i dettagli della vicenda di una povera malcapitata che “so 15 anni che se pijia na montagna de cornazze”, ecco finalmente salire Tommaso  sul palco, seguito a ruota dagli altri membri.
L’atmosfera si scalda subito, si sente che il pubblico è estremamente affezionato.
Tutti riconoscono le canzoni sin dalla prima nota, e tutti cantano a squarciagola ogni canzone, anche le più vecchie.
I ragazzi sono energici ed indubbiamente dei gran trascinatori. Saltano, ballano e si lanciano sul pubblico entusiasta.
Insomma, sono in grado di farti dimenticare anche 15 anni di cornazze.
Dopo aver alternato sapientemente canzoni romantiche e altre dal sapore più gitano, sul finire del concerto optano per il classico brano della caciara, Promiscuità.
E l’effetto è esattamente quello sperato: tutti si accalcano verso le prime file, Tommaso scende a cantare fra il pubblico e percorre tutto il locale fino ad arrivare ad arrampicarsi sul bancone del bar, per la gioia dei presenti (forse un po’ meno per quella dei baristi).

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Terminata la canzone e riportato in salvo Tommaso, i ragazzi ringraziano il pubblico e si eclissano dietro le quinte.
La maggior parte dei presenti però si intrattiene ancora per una birra, per qualche chiacchiera con loro e per sentire dell’altra buona musica.
Solo dopo alcune ore il locale si svuota.

Insomma, per concludere è stato un concerto perfetto all’insegna del sudore e del divertimento, uno di quelli che ti fa venire voglia di scatenarti e dimenarti come una forsennata.

“E allora viva le notti che passiamo in bianco, sfruttandole come se fossero le ultime” !




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