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The Circle – Life in a motion-picture soundtrack

Non capita spesso di ascoltare una band emergente che colpisce al primo ascolto, che riesce subito a trasmettere un’idea di sé stessa ben definita, delineata, facendoti rimanere incollato davanti alle cuffie, con la sensazione di aver scoperto qualcosa di bello e inaspettato. Io posso dire di averlo provato ascoltando Life in a motion­picture soundtrack, esordio discografico dei The Circle, band pop rock nata dall’esperienza di alcuni studenti di medicina di Torino.

Wow è la prima cosa che ho pensato.

Cold in the desert e’ il primo singolo estratto dall’album: un singolo vero, orecchiabile, che rimane in testa per giorni e giorni senza possibilità di liberarsene. Fedelissimo alla tradizione pop rock e brit pop degli ultimi tempi, il pezzo fa di band come Coldplay, Kings of Leon e Interpol le proprie ispirazioni, ma il tutto è ridefinito in una propria originalità, cosa difficile seppur ambita da qualsiasi band.

Tutto convince negli arrangiamenti, belle le chitarre (soprattutto riverberi e delay) che danno la giusta sfumatura ai brani e ottima la voce, che trova nella timbrica la sua forza e una certa riconoscibilità.

L’album, pubblicato il 16 settembre 2014, e’ stato prodotto da Omid Jazi (tastierista live dei Verdena) per la propria casa discografica, Hot Studio, capace di un gran lavoro vista la qualità sonora complessiva. Tutto il disco e’ caratterizzato da un ottima produzione, non solo per le già citate chitarre, perfette da un punto di vista sonoro e dell’arrangiamento, ma anche per linee di basso precise e groove di batteria suonati sempre con giusto apporto ritmico, di gusto e mai inappropriato.

Difficile trovare difetti ad un lavoro cosi ben concepito, dove sonorità, timbrica e struttura dei brani viaggiano di pari passo.

A voler essere pignoli, l’unico neo, l’unico scalino in cui all’ascolto del album si può inciampare è una piccola caduta di produzione in alcuni punti, come la prima parte di Green like soul pt. 2, dove la voce manca di qualcosa. Ma sti ca**i, stiamo parlando di una band al suo primo album, che ha subito colto nel segno in un panorama, quello pop rock, dove non e’ mai facile avere una propria distinta personalità.

VOTO: 4,5 su 5

 

Bonus:

  • originalità
  • produzione
  • arrangiamenti

Malus:

  • difficile trovarne

 

Tracklist:

  1. Intro
  2. The end
  3. Green like soul, pt.1
  4. Cold in the desert
  5. Roll it over
  6. Cherry tree
  7. Blue shoes
  8. Green like soul, pt.2
  9. Troubled
  10. Outro



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