http://stunrise.it/wp-content/uploads/2015/04/telestar_pop_rock_folk_musica_italiana_cantautore_baustelle_cash_andre_stunrise_album-1050x936.jpg

Telestar – Così vicini così lontani: un pop folk da festival estivi

Esistono generi intramontabili che, con una bella birra in mano, è sempre piacevole ascoltare in spiaggia o durante i festival estivi con gli amici. Il genere è il “banalissimo” pop folk, di cui anche in Italia troviamo esempi che sanno emozionare. In questo caso mi riferisco ai nostrani Telestar, che hanno già calcato palchi importanti a fianco di altrettanto importanti big della musica.

I Telestar nascono ad Empoli nel 2003 e sono Edoardo Bocini alla voce, Marco Tesi alla batteria, Francesco Baiera al basso e Remo Morchi alla chitarra. Dopo il primo album del 2012 e numerosi live in alcuni dei più importanti festival estivi attuali, il 7 aprile è uscito Così vicini così lontani, per l’etichetta Labella.

Il disco contiene 11 tracce (una di esse è anche nella versione radio) di genere tra il folk e il pop rock, rigorosamente (e grazie a Dio) in italiano.

Dico “grazie a Dio” perché sarebbe uno spreco scrivere le solite banalità a volte anche incomprensibili su così studiate e piacevoli melodie. Già dalla traccia d’apertura, Mi lascio vivere, si coglie quale atmosfera la band voglia creare: si cerca l’assonanza, la “pace”, senza però cadere nella noia o nella banalità, perché gli arrangiamenti della chitarra e dei diversi strumenti (fiati ed archi compresi) in brani come Via dal tempo e Diversi regalano atmosfere tipicamente cantautorali, del ricordo e dell’emozione che solo un viaggio in treno da solo può dare, quando la tua vita ti scorre davanti.

La batteria è notevole: ti accarezza, in pratica, ti culla dando comunque vigore. Si, è un paradosso. Basso e tastiera contribuiscono a creare al momento giusto una studiata armonia. La voce di Edoardo è particolare: senza strafare, passa da note piene e molto basse che evocano – non credo di bestemmiare dicendolo – il grande De Andrè, oltre che Francesco Bianconi dei Baustelle, a note mai esageratamente alte ma ben usate e sempre adatte ai testi, molto introspettivi e spinti verso il ricordo e i sentimenti, tipici temi cantautorali.

Così vicini così lontani è un album che ti vuole bene, fa da piacevole sottofondo ma sa prendersi l’attenzione. Un po’ come mi immagino la loro performance ai famosi festival estivi tra i big: protagonisti a sorpresa.

VOTO: 4 su 5

 

Bonus:
- testi significativi in italiano
- atmosfere e melodie piacevolissimi
- ottimo anche come sottofondo

Malus:
- resta un po’ difficile l’associazione titolo-brano

 

Tracklist:

  1. Mi lascio vivere
  2. Katy
  3. Ancora noi
  4. Via dal tempo
  5. Idra
  6. Diversi
  7. Sulla mia pelle
  8. Lontano
  9. Il grano nei campi
  10. Un padre



There are no comments

Add yours

Rispondi

Hide