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Te lo ricordi? Gianni Drudi

Da dove iniziare a parlare del mitico, leggendario (non ridete, cazzo, son serissimo!) Gianni Drudi? Beh, il sito ufficiale e Wikipedia presentano, colpevolmente, una biografia piuttosto risicata del soggetto, e parlano anche della parte seria della sua carriera, ma siccome non fa ridere noi ce ne fregheremo e parleremo solo del lato trash del buon Gianni.
Correva l’anno 1991, e su Italia 1 la Gialappa’s Band conduceva Mai dire TV, fantastico contenitore delle peggio cazzate provenienti dalle tv regionali italiane. E fu lì che, tra telenovele piemontesi scritte male e recitate peggio, maghi improbabili, cantanti stonati e ballerini a dir poco sgraziati, spuntò il nostro eroico Gianni Drudi con il suo cavallo di battaglia più famoso, Fiky Fiky (il video è fuori sincro, ma non è importante):

Ce l’hai tutta in bocca
quella voglia che scocca
piano piano ti scende
e diventa crescente

Quel modo così elegante di approcciarsi ad una donna, quella melodia accattivante, quelle rime così raffinate e sofisticate conquistarono subito il pubblico. Le prese per il culo della Gialappa’s, infatti, furono in realtà il miglior trampolino di lancio possibile per la carriera del nostro eroe, che si è sempre saputo muovere bene tra allusioni più o meno marcate e veri e propri doppi sensi; i pezzi erano orecchiabili, e i continui riferimenti sessuali più o meno espliciti facevano sorridere e diedero al buon Drudi una notevole fama.

Altro pezzone mandato in onda durante Mai dire TV, “Cuccala!”, a dispetto del titolo piuttosto diretto, è una canzone anche abbastanza romantica. Per gli standard del Maestro, ovviamente.

Con “Com’è bello lavarsi”  il nostro Gianni torna ad usare magistralmente le rime ardite, che anche se incomplete sono più che intuibili:

Sul lago di Caiazzo
voglio lavarmi il…
sul lago di Gargiulo
voglio sciacquarmi il…

… e così via, spernacchiando alla grande il bon ton.


Qui Drudi nemmeno ci prova a fare delle velate allusioni: qualunque doppio senso possa venirvi in mente, anche il più infantile, lui l’avrà messo in questa canzone.

Tirami su la banana col bacio
quattro leccate, poi tutto va giù, giù, giù!

o anche il raffinato detto popolare

Tira più un pelo di Consuelo
che tre somari, due buoi e una vacca

Ed in questa splendida hit il Maestro ci parla del suo uccello!
L’animale, ovviamente.

Non ho un cane, non ho un gatto,
non ho un pesce colorato
ma dal giorno che son nato
ho un uccello molto bello
fuori e dentro dalla gabbia
canta, sì, ma non per rabbia
dalla sera alla mattina
canta per la passarina!

Poeta.
E se tutte queste perculate potrebbero essere percepite male da molti artisti, Gianni Drudi, come detto in precedenza, le seppe invece sfruttare alla perfezione. Nel 1992 infatti si fece conoscere al grande pubblico grazie alla partecipazione a trasmissioni come Superclassifica e il Maurizio Costanzo Show, senza dimenticare le comparsate (questa volta in carne ed ossa) a Mai dire Gol. Inoltre, la notorietà acquisita grazie alla televisione diede anche nuova linfa alla sua carriera discografica, permettendo così al Maestro di consegnarci altre perle immortali.
Purtroppo le esibizioni commentate dalla Gialappa’s finiscono qui (anche perché molte sono state tolte da internet nel corso degli anni, probabilmente a causa di violazioni di copyright), ma Youtube e Dailymotion sono pieni di video delle versioni intere delle canzoni di Drudi: non posso che consigliare caldamente l’ascolto di capolavori come “Il tango di Mafalda”, “Sesso matto” o “L’oroscopata!!!”, ma ne troverete sicuramente molti altri di vostro gradimento.




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