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Subsonica @ Brianza Rock Festival, Monza – Live Report

Giorno due del Brianza Rock Festival, tocca ai Subsonica, gruppo che non ho mai avuto il piacere di sentire dal vivo. Arrivo all’autodromo di Monza per le 21, consapevole che, come ieri, il secondo opening act inizierà per quell’ora.

Sì perché questa volta l’artista in questione mi interessa davvero: è Bugo, cantautore milanese che ho sempre apprezzato, sin da quando vidi per la prima volta su Mtv il suo video de Il sintetizzatore. Entro in area concerti e noto che c’è parecchia più gente di ieri, sarà che è sabato e le persone non hanno niente da fare, sarà che i Subsonica tirano di più. Mi metto in coda per la cassa con Bugo in sottofondo, portandomi avanti e prendendo due birre che dopo, con la ressa che c’è, non si sa mai. Si rivelerà una scelta azzeccata. Mi passano nelle orecchie Io mi rompo i coglioni, uno dei brani più emblematici del Bugatti, e Casalingo, vero mantra per chi, come me, ama starsene ore e ore sul divano a fare la muffa.

Dopo un’oretta scarsa Bugo saluta la folla. Inizia l’attesa ma, a differenza dei Bluvertigo, Samuel & Co. si presentano on stage senza grossi ritardi. Una cosa accomuna le due band però: la partenza col botto. I Subsonica aprono il concerto con Colpo di pistola, probabilmente il primo brano loro che io abbia mai sentito, per poi proseguire con pezzi provenienti un po’ da tutta la discografia, tanto da far sembrare il concerto di Monza una sorta di greatest hits suonato live. Momento da ricordare la versione di Discolabirinto eseguita insieme a Morgan, proprio come quella volta di 15 (sì, quindici) anni fa. Passa un’oretta e i cinque torinesi si prendono una pausa, rientrando dopo una decina di minuti per la seconda metà del concerto. A livello personale ho apprezzato non poco l’allegato CCCPiano (si dirà così?) a Benzina Ogoshi, ma anche la versione “un po’ più elettronica” di Tutti i miei sbagli, canzone che ha chiuso il live. Nel complesso, comunque, tutta la serata è stata piacevole, coi Subsonica, veri animali da palcoscenico, che hanno saputo regalare due ore particolarmente entusiasmanti sia per i fan accaniti che per quelli più moderati, come me.

Conclusione: non ha piovuto, e questo è un bene perché temevo di tornare a casa lavato. Ho fatto 15 minuti buoni di coda per la seconda birra, e questo è un male. Ci ho messo quasi mezz’ora a uscire dall’autodromo a fine concerto, e questo è un malissimo. Ma in fondo, se ci ripenso, non me ne frega niente. È stata una bella serata, con ottima musica e in cui mi sono divertito, e questo è abbastanza. Non si può avere tutto e non sarò io a chiederlo.

Domani si chiude con gli Afterhours, per la terza e ultima serata del Brianza Rock Festival.




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