http://stunrise.it/wp-content/uploads/2014/11/sm.jpg

Stereoscrash Mode – 5T3R305CRA5H MODE

Partiamo da un particolare: leggendo gli illustrissimi nomi dietro alla prima fatica omonima degli Stereoscrash Mode, devo dire di essere rimasto colpito. Produzione e arrangiamenti affidati alla regia di Enrico Cacace, autore e compositore di diverse colonne sonore di Hollywood, tra cui quella di Gran Torino e il trailer di Harry Potter, oltre ad alcune musiche di videogiochi, come Call of Duty; disco mixato da Masaki Saito, tecnico del suono di Elton John, ai Rusk Studios di Los Angeles e masterizzato a Memphis con la collaborazione di Brent Woods, arrangiatore di Kiss e Mötley Crüe (che si è anche occupato della registrazione di alcune parti di chitarra).

Molta ma molta carne al fuoco insomma.

No, era tutto fumo, solo fumo.

Ragazzi, ma era veramente necessario un lavoro del genere per cinque musicisti che, poi, tante idee in testa non ne hanno? Ovviamente non parlo dal punto di vista stilistico, dei suoni e delle registrazioni, la cui produzione non ha nulla da invidiare alle hits in cima alle classifiche mondiali. Ma sono solo questi i requisiti che rendono un disco interessante e piacevole? Fortunatamente no.

La musica non è fatta solo di manierismi stilistici, suoni bomba e perfezionismi tecnici, la musica è sudore, passione e sentimento (qualsiasi disco di Tom Waits è registrato peggio di 5T3R305CRA5H MODE e la sua voce non rientra certamente sotto l’etichetta “bel canto”, ma scalda le anime come un focolare in un igloo al Polo Nord). Un pop rock sentito e risentito, con miscugli di elettronica e sonorità prettamente da colonna sonora, che annoia e stanca già dai primi secondi per la totale mancanza di originalità.

Voce troppo simile a Ligabue e parti strumentali che sguazzano in un onanismo estremo. Forse un tentativo più profondo lo si intravede in Alessia, in cui finalmente la voce sembra abbandonare le lande d’Emilia per abbracciare qualche sentore di cantautorato; un testo leggermente più intimo e scelte lessicali meno banali, il tutto condito da un arrangiamento che spicca sugli altri per l’uso di dissonanze.

Un lavoro più “casalingo” ed economico sarebbe stato più adatto ai cinque di Bitonto, che probabilmente hanno grandi qualità nelle pubbliche relazioni, ma che ancora devono lavorare sodo per trovare una personalità non pervenuta. Detto ciò, consiglio di ascoltare i lavori di Enrico Cacace come compositore di colonne sonore. Altra storia.

 

Tracklist:

  1. Quella che ti gira
  2. Se mai
  3. Adesso ormai
  4. Cercare più in là
  5. Sogni della mia vita
  6. Alessia
  7. Quello che c’è
  8. Sono nato in Italia

 

Voto al disco: 1 su 5

Voto alla produzione: 5 su 5

 

Bonus:

  • produzione e suoni

Malus:

  • completa mancanza di personalità
  • praticamente canta Ligabue
  • arrangiamenti poco originali



There are no comments

Add yours

Rispondi

Hide