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Rumor – Pois

Al giorno d’oggi risulta difficile afferrare il vero significato di indie rock, quell’etichetta enigmatica che sempre più spesso viene appiccicata alla stragrande maggioranza delle band emergenti italiane. Tra sfumature alternative, qualche spruzzata di noise e post punk con venature grunge, è il terreno più fertile per l’hipster medio. Per dirla come il ragionier Fantozzi: “una cagata pazzesca!”

Ma, in questo grosso calderone di letame, c’è anche chi si distingue con pillole di buona musica.

I Rumor ad esempio, che con il loro EP, Pois, riescono in maniera brillante a creare un’ottima sintesi di quelle che sono state le tipiche sonorità indie rock degli ultimi dieci anni.

Il riuscito singolo d’esordio, Iuvullai, è una ballad sporcata dal suono agrodolce della chitarra, molto funky, che esplode in un ritornello dall’incalzante groove di batteria, incentrato su cassa e rullante, a ricordare gli inglesi Block Party. Segue Il risveglio, pezzo in cui è il basso a farla da padrone, col suo suono graffiante e incisivo, che accompagna una interessante linea melodica di voce, un po’ alla Verdena.

Grande lavoro di basso e batteria, nel creare un groove che rende i brani coinvolgenti anche per le orecchie meno abituate al genere. Suono di basso curato nei minimi dettagli, metallico e sporcato quanto basta, messo in risalto da un pregevole missaggio che lo eleva, spesso, a ruolo di protagonista. Ottimi i suoni utilizzati per cassa e rullante della batteria, che riesce a scandire ritmi accattivanti.

L’EP prosegue con Di notte di nuovoDiamine!, pezzi dalle ritmiche serrate e spinte, ottimi esempi di ciò che sono ormai le sonorità tipiche dell’indie rock made in Italy. Tutto si chiude con la ballata acustica Bambini, in cui spicca la voce di Marco Platini, anche se l’arrangiamento risulta un po’ pieno per l’utilizzo, anche se in piccole parti, di tappeti di archi.

Sicuramente un cd dalle ottime sonorità e dalle esecuzioni strumentali riuscite, anche se a volte le soluzioni armoniche risultano un po’ scontate. Troppo monotono e poco originale per lasciare un segno, c’è ancora da lavorare per raggiungere una maturità compositiva che risulti accattivante, ma le premesse sono indubbiamente buone.

VOTO: 3 su 5

 

Bonus:

  • suoni di qualità
  • interessante timbro vocale

Malus:

  • scarsa originalità

 

Tracklist:

  1. Iuvullai
  2. Il risveglio
  3. Di notte di nuovo
  4. Diamine!
  5. Bambini



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