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Rex Mida (Luna Grillo) – Rex Mida Ep

Quando un lavoro, vedi quello dei Rex Mida di Luna Grillo, viene presentato come “alternative rock”, uno si aspetta una certa cosa. Ma già dalla pagina Bandcamp del progetto, si intuisce che questa etichetta risulta piuttosto stretta. Collaborazioni di musicisti che portano il loro sound nei brani, presenza di sequenze e spunti elettronici, uniti alla scelta di inserire una cover nei 4 brani proposti in questo debutto discografico.

La cover è quella che non ti aspetti, una hit di 50 Cent, In da club, tormentone del 2003 che ha consacrato l’artista americano come uno dei punti di riferimento dell’hip hop mondiale.

Entrando nelle note di Rex Mida Ep non possiamo mancare di riconoscere del gran coraggio, sia come arrangiamenti che come cover su cui puntare. Il problema è tutto il resto! La produzione potrebbe piacere ad alcuni, nonostante la voce di Luna Grillo sia davvero molto alta nel mix, a creare quella sensazione di “made in Italy” a volte rivedibile.

Ma andiamo al cuore del problema: i brani inediti e il sound dei Rex Mida.

 

Abbiamo solo 4 pezzi per capire di che pasta sia fatta la ragazza, e uno di questi è una cover. Tuttavia possiamo notare che il sapore di questo lavoro è davvero vecchio: si tratta di rock, tutto tranne che alternative, e soprattutto si gira intorno a mondi sonori datati primi anni 2000. A livello strumentale gli spunti ci sono, sono anche ben suonati, ma davvero nulla di nuovo, mentre la voce risulta freddina, nonostante sia precisa. Insomma, va bene fare la cover rock di 50 Cent, ma poi questa resta l’Idea migliore dell’ep, senza nemmeno essere sconvolgente. Gli altri 3 brani hanno una struttura linearissima, melodie già sentite e colore poco “personale”.

La scena emergente italiana è già affollata, il rock è in crisi (di valori e di idee) e l’alternative è proprio un’altra cosa rispetto al Rex Mida Ep. La domanda che sorge spontanea è: “Perché mai supportare questa band?” L’ep evidenzia quanto non si stia aggiungendo niente a quello che già ascoltiamo da una decade e non sembra covare la svolta definitiva che tutti aspettiamo dal rock commerciale, magari female fronted.

Una via esiste, proprio perché siamo nel mondo della musica “da promuovere”, più che “da suonare”: l’ep ce l’abbiamo e da solo non farà stragi nelle classifiche mondiali, ma con un buon ufficio stampa all’italiana, magari, si riesce a trovare qualche altra chiave per parlare dell’artista in questione. Giusto un paio di spunti sembrerebbero esserci eh. Staremo a vedere, pur augurandoci un percorso di crescita musicale vecchio stampo, quello che passa attraverso la maturazione artistica e non­ il racconto mediatico.

 

Bonus:

  • particolare scelta della cover

 

Malus:

  • si spaccia per qualcosa che non è
  • brani originali senza personalità
  • non aggiunge nulla di nuovo, né di bello

Voto: 2.0 su 5.0

Tracklist:

  1. In da club (rock version)
  2. Gossip (extended version)
  3. You should know
  4. Everything is colour

 

 




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