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Quando il caldo non basta: AC/DC in concerto a Imola, vietata la vendita di alcolici.

Se ancora non vi bastano le torride temperature che questa estate sta regalando, ci penseranno gli AC/DC ad arroventare ulteriormente l’atmosfera. Protagonista di quello che è, secondo chi scrive, l’evento musicale dell’estate, già sold out a soli due giorni dall’avvio delle prevendite (aperte lo scorso 17 dicembre), giovedì 9 luglio la band australiana si esibirà presso l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola.

Si tratta dell’unica tappa italiana del Rock or Bust World Tour 2015, in occasione del quale Young and Friends presentano al globo intero la loro ultima fatica, Rock or Bust per l’appunto, in vendita in Italia dal 1 dicembre 2014. Tuttavia, come si intuisce dalla scaletta del tour, saranno i pezzi storici a farla da padroni, quelli che rappresentano universalmente l’esplosivo marchio di fabbrica AC/DC e che fanno battere il cuore a tutti i loro fan, da quelli che li seguono fedelmente sin dagli albori, ai più giovani, nostalgici di un’epoca d’oro che non hanno mai vissuto, ma di cui è possibile gustare il sapore proprio grazie alle sonorità graffianti del grintoso quintetto.

Chissenefrega se il più giovane dei membri del gruppo ha 107 anni e se il buon Malcom Young è stato costretto da “cause di forza maggiore” (aka demenza senile) ad appendere la chitarra al chiodo e a farsi sostituire dal nipote Stevie. Chissenefrega se “cause di forza maggiore” di altra natura (alias, grane giudiziarie) non consentiranno al batterista ufficiale del gruppo, Phil Rudd, di prendere parte al tour (siamo certi che Chris Slade lo rimpiazzerà degnamente), chissenefrega se nel 1985 si presentavano così al grande pubblico

mentre oggi, a trent’anni di distanza, l’impatto (soprattutto estetico perché, checché se ne dica, ancora spaccano… Vabbè… Siamo onesti  e diciamo che spacchicchiano) è questo.

D’altronde gli anni passano per tutti ma, ciononostante, gli AC/DC hanno mostrato davvero che Satana ha mantenuto i patti permettendo loro di uscire vincitori dalla partita contro l’avversario più temibile e spietato, il tempo che tutto divora. Tutto, tranne la crew rappresentata da Young e dal brioso Brian Johnson. Non vi resta che imboccare l’Highway to Imola o perlomeno, se non siete in possesso del biglietto per il concerto, ascoltare “Rock or Bust”. Si è rivelato tutto sommato un buon lavoro.

Rock and roll ain’t noise pollution

Rock and roll ain’t gonna die

Piccola nota a margine. Nei pressi dell’autodromo, al suo interno e nel raggio di 500 metri, durante il concerto, sarà vietata la vendita di alcolici.

Rockeggiate con moderazione.




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