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Push Button Gently – URU EP

I Push Button Gently nascono a Como nel 2006 e, fin da subito, mettono la sperimentazione al centro del proprio progetto. Nel 2014, dopo un anno all’insegna dei live, questa band indie rock presenta il suo nuovo lavoro, URU EP, che anticipa di pochi mesi il nuovo album, in uscita entro fine anno.

Non appena si schiaccia il proverbiale tasto play del proprio lettore digitale si viene catapultati in un mondo inesplorato, fatto di psichedelia e sperimentazioni sonore, ma senza allontanarsi troppo da un sound di stampo indie garage con qualche tocco di noise alla Sonic Youth (il timbro di Julio Speziali è molto simile a quello di Lee Ranaldo).

Il disco si apre con Liftoff, vera anticamera a tutto ciò che verrà dopo. Suoni inconsueti e melodie dissonanti, che fanno da preludio a questo viaggio mistico tra fuzz, distorsioni e synth. Difficile quindi etichettare il disco entro i canoni fissi di un genere musicale ben preciso.

Ne nasce un lavoro sperimentale e interessante, con ottimi spunti di riflessione.

Ogni brano crea una sorta di concentrazione psichica, facendo viaggiare la mente verso lidi inesplorati, grazie ad un curato uso di arpeggi e suoni visionari. Tutto questo senza perdere il groove, portato avanti da un ottimo lavoro di intesa tra basso e batteria. Incalzante il “tiro” della sesta traccia, You are you, forse il pezzo più “british oriented”, che però non perde quella vena alternative noise comune in tutto l’EP (vaga somiglianza con i Wilco dell’eclettico chitarrista Nels Cline, di cui caldamente consiglio l’ascolto dei suoi lavori da solista).

Molto simpatico anche il video di Turnaround che, come tutto l’EP, riprende il tema del viaggio. Si racconta l’avventura della band attraverso la metafora della macchina di cartone, che rappresenta molto bene il concetto di “travelling without moving”. L’interno della macchina è invece reale e rappresenta il mondo intimo che la band crea con le proprie canzoni: concetti, esperienze e tutto il tempo passato insieme. URU EP è un disco interessante, che fa dei PBG una bella novità nel panorama indie italiano, spesso poco propenso all’innovazione e alla sperimentazione.

 

Tracklist:

1. Liftoff
2.Tarpit cock and the Bazoukie returns
3. Turnaround
4. Idyll
5. Kinnonai
6. You are you
7. Somersaults in 10G
8. Disappear
9. Houston we have weirdness




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