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Reimuda – Piove il sole

“Musica partecipativa”. Così i Reimuda hanno deciso di nominare il proprio progetto, che punta a coinvolgere l’ascoltatore e a condividere con lui, attraverso i social media, le emozioni suscitate dalla musica. Il 9 febbraio 2012, dopo circa due anni di lavoro, l’idea ha preso forma con l’uscita di Piove il sole, opera prima di questa band di indie rock italiano made in Castellanza. Un lavoro molto ambizioso come si sarà capito, che vede la collaborazione in fase di post-produzione dello Sterling Sound Studio di New York e per l’artwork in copertina del neozelandese Andrew Smith.

Ne nasce un album di indie rock in italiano, con suoni e atmosfere che ricordano da vicino il noise pop dei primi My bloody valentine. Ciò che colpisce chiaramente al primo ascolto sono le sonorità molto malinconiche, ottenute grazie all’uso di distorsioni accompagnate da solide ritmiche acustiche. Nella prima parte del disco, però, viene meno la dinamica, lasciando sempre quella sensazione di un’esplosione che non arriva.

Un’incompletezza generale dopo l’ascolto delle prime tre tracce, che faticano a rimanere impresse.

Interessante e mai banale la scelta delle linee vocali, che si amalgamano bene con il resto delle melodie, anche se alcune volte il testo risulta quasi schiacciato dai possenti tappeti sonori creati da chitarre e tastiere. Molto ben riuscito l’utilizzo di synth e tastiere in Come puoi essere, che rendono l’arrangiamento del pezzo molto ricco dal punto di vista armonico, facendone forse il brano più riuscito del disco.

Sicuramente quest’album fa dei Reimuda una novità interessante nel panorama indie rock italiano, perché nonostante le somiglianze con molti gruppi della scena (come i Verdena ad esempio), si percepisce qualcosa di differente nella loro ricerca. Un fattore che però non è stato esplorato fino in fondo, dando troppa importanza a rendere il cd ineccepibile dal punto di vista tecnico rispetto al trasmettere all’ascoltatore le emozioni contenute nei testi delle canzoni.

Così però viene meno l’obiettivo della “musica partecipativa”. E tutta quella perfezione (lodevole eh, ma forse…) ci lascia distaccati, faticando, purtroppo, a coinvolgerci.

 

Tracklist:

1. Ovunque
2. Liberatemi
3. Piove il Sole
4. Come puoi essere
5. Mi manca
6. Mani
7. Nonostante tutto
8. La crisi (Bluvertigo cover)
9. Dove (bonus)




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