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Pending Lips 2015 – Finale – Live Report Alcolico

Ore 18 e 30, il buon Ser Olly si presenta puntuale alla mia abitazione con salsiccia vino e riso… un risotto da gourmet prima dell’attesa finale del Pending Lips Festival… l’hype è così alto che il vino scorre a fiumi sin dalle prime mestolate (oltre ad essere divertenti noi di Stunrise siamo degli ottimi cuochi). Con la pancia piena e il morale alle stelle (da ringraziare l’ottimo cabernet che ci ha reso le gote di un colorito più roseo) ci dirigiamo verso “Il Maglio”. Arriviamo così puntuali che al servizio del primo amaro con annessi i biglietti per la votazione parte la prima band, i Fitzcataldo & the Trivettes.

L’acustica del locale è terribile. E la band questa cosa la soffre evidentemente.

Si presentano a noi come un trio energico e ben formato con delle idee già sentite ma in ogni caso degne di far muovere la gente e far battere i piedi a tempo. Il pubblico, anche se ancora poco numeroso, risponde alla grande ai primi finalisti che portano a casa se non altro un ottimo risultato.

Approfittiamo del cambio palco per un altro amaro capendo che la dura legge di questo festival è “l’alcoolcrazia”, ovvero più bevi e più voti.
Alla consegna di questi altri due bigliettini capiamo che forse il podio finale non sarà proprio frutto di una scelta consapevole, ma di una mega sbronza del lunedì sera.

Nel frattempo tra due chiacchere con i presenti e i ragazzi della band appena esibitasi sale sul palco uno degli ospiti, Morning Tea, che ci allieta con un cantautorato rigorosamente in inglese composto da chitarra e voce, più apprezzabile sicuramente per le caratteristiche della location.

Dopo la performance acustica si prepara la seconda band, i The Wyns, band composta da chitarra, basso, batteria e voce. Anche qui a farla da padrone è un sound che richiama l’indie inglese, ma l’originalità sembra latitare. Il pubblico ci appare un po’ annoiato dalla solita minestra riscaldata, tanto che il tizio davanti a noi è preso in una mortale sfida a “Street Fighter” sul suo smartphone. Dal nostro punto di vista forse, questi 4 ragazzi avrebbero meritato per lo meno un’attenzione maggiore.

Un po’ disorientati dal sound da caverna del locale e da una giuria tanto gremita da poter essere scambiata per la rosa di una squadra di calcio, l’unica opzione per ingannare l’attesa della band successiva era quella di un altro amaro, quindi altri due bigliettini per la votazione.

Doopo aver scambiato due chiacchiere anche con i The Wyns, un’altra band ospite sale sul palco, i Dust, dal piglio pop rock. Tra gli applausi e la folla che inizia ad arrivare solo ora si accinge a salire sul palco il terzo ed ultimo finalsita…un’altra band indie? Per nostra sorpresa si tratta di un ragazzotto con la chitarra e una loop station, Steve Howls. Io ed il buon Olly non soddisfatti e presi da un delirio di onnipotenza, decidiamo di prendere un altro amaro per avere così tanti bigliettini da poter decidere le sorti del festival.  Riprendiamo la nostra scomoda postazione, rimanendo positivamente colpiti dalla performance del buon Steve, che con la sua chitarra acustica è riuscito ad adattarsi meglio alla location, cosa che alle altre band non è riuscita. Applausi e standing ovation a scena aperta per Steve Howls, alla fine vincitore del festival.

In realtà quasi ogni band partecipante ha avuto il suo reward, ovvero interviste, passaggi, in radio et similia. Ma i veri vincitori della manifestazione sono stati i giudici, che si sono aggiudicati il premio più ambito, dei buonissimi biscotti made in Puglia. In realtà ci avrebbe fatto piacere anche a noi ricevere un pacco di biscotti, dopo tutti i soldi spesi in amari ( il costo di 4 euro per un “Del Capo” è qualcosa che andrebbe vietato nella costituzione). Ma da bravi bimbi discoli che si autoinvitano alle feste, vietandoci reciprocamente il quinto amaro, nella testa prendiamo a sentire una melodia, la stessa:

Per citare il monociglio nazionale; “Brufolazzi, tapparella giù e poltiglia più ascella purificata, ti ricordi che meraviglia?”

Ah, bravi i Rumor, band vincitrice dell’anno scorso, che ha chiuso la serata con un’ottima performance.

 




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