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Pearl Jam – Live Report Milano 2014

Era da quando avevo 13 anni che, mentre sognavo di diventare una rockstar suonando il basso sopra ogni traccia di Ten, volevo sentire un live dei Pearl Jam. Ieri, dopo una lunga attesa e senza più (ahimè) i sogni da adolescente, il mio desiderio di vedere una delle più grandi band della mia generazione si è avverato.

Arrivo a San Siro di pomeriggio presto, perché l’organizzazione aveva messo a disposizione i maxischermi dello stadio per guardare Italia – Costa Rica. Con grande stupore dei presenti, prima del fischio di inizio della partita, si presenta sul palco il buon Eddie Vedder con tanto di chitarra acustica, regalandoci una Porch come non l’avevamo mai sentita (ripresa poi in scaletta nella sua versione elettrica). Sconsolato da 90 minuti di agonia, aspetto con trepidazione l’inizio dello show, sicuro di assistere ad un concerto all’altezza delle emozioni che questa band mi ha da sempre regalato coi suoi album.

Tutto inizia in perfetto orario e già dalla prima canzone sono brividi, perché quella sensazione di pelle d’oca te la possono regalare solo grandi artisti come i cinque di Seattle. Insomma, dalle prime note si respira l’aria di una di quelle serate memorabili (32 brani per tre ore di show alla fine), nonostante la scaletta parta con le marce basse (tre ballad, Release, Nothingman, Sirens). Ma poi eccoli lì, a regalarci tutti i loro grandi classici, da Even flow a Just breathe, pur sacrificando in parte gli ultimi lavori.

Dei musicisti sul palco c’è poco da dire. Voglio solo sottolineare la bravura di Mike McCready, uno quei chitarristi che hanno la fortuna di nascere col cosiddetto “suono di pancia”, che fa nascere nell’ascoltatore una strana sensazione viscerale data proprio dal tocco delle sue mani sulle corde. Magari non si può parlare di virtuosismo, ma sono qualità rare da sentire in un musicista, e soprattutto difficili da descrivere a parole. Ma la cosa che più mi ha stupito dei Pearl Jam è stata la totale intesa che, fin da subito, si è stabilita col pubblico, un legame che solo i grandi sono in grado di instaurare. Ogni singola persona presente nello stadio cantava le loro canzoni, immersa in una totale ammirazione verso la band che poche volte mi è capitato di vedere.

Insomma, una serata magica per chi era presente a San Siro. In tanti anni di carriera I Pearl Jam sono riusciti a costruire un qualcosa che tutti I musicisti cercano, quel feeling incondizionato che rende ogni concerto memorabile. Fantastico!

 

Setlist:

1. Release
2. Nothingman
3. Sirens
4. Black
5. Go
6. Do the evolution
7. Corduroy
8. Lightning bolt
9. Mind your manners
10. Pilate
11. Untitled
12. MFC
13. Given to fly
14. Who you are
15. Sad
16. Even flow
17. Swallowed whole
18. Setting forth
19. Not for you
20. Why go
21. Rearviewmirror
22. Yellow moon
23. Elderly woman behind the counter in a small town
24. Thin air
25. Just breathe
26. Daughter
27. Jeremy
28. Better man
29. Spin the black circle
30. Lukin
31. Porch
32. Alive
33. Rockin’ in the free world (Neil Young cover)
34. Yellow ledbetter




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