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Nu-Shu – Nu-Shu: esce con La Rivolta Records il primo disco della band salentina

La Rivolta Records ci regala un curioso e particolare progetto tutto made in Italy, anche se il nome rimanda a zone più orientali: i Nu-Shu, con il loro nuovo omonimo album. La band nasce nel 2013 in Salento ed è formata da Carmine Tundo (batteria e voce) e Giuseppe Calabrese (basso/chitarra). Il nome del gruppo significa “scrittura delle donne” e richiama il linguaggio segreto che le donne cinesi utilizzavano nel XII secolo nella provincia dello Hunan per non essere comprese dagli uomini che le soggiogavano.

Ed è proprio l’incomprensione, il segreto, il tema su cui il disco gioca e si sviluppa.

Supportato da un rock noise cupo, “rumoroso”, energico, le dieci tracce che compongono l’album vogliono portarci a comprendere meglio noi stessi dopo aver perso ogni riferimento e ogni certezza. Il disco si apre con le melodie “western” di Mamadù mama e prosegue con Enemy, che ci fanno capire che abbiamo nelle orecchie un lavoro che non ci schiaffeggerà, suonando senza esplodere.

E invece non avevamo capito un cazzo, perché già da “Funky superstar” arriva il primo schiaffo.

Nel disco veniamo più volte picchiati, ad esempio da Nu Shu e Radio fail, e ci viene data spesso la possibilità di riprenderci dal colpo (Waiting the sun è un esempio), ma senza mai aver la certezza di quello che sarà di lì a poco. I suoni dell’album a tratti ricordano, senza capire la ragione in realtà, i Muse, che sono però ben lontani da ciò che la Rivolta Records ci sta proponendo. Chiude il disco End Track che sembra racchiudere tutte le idee che non sono poi diventate canzoni a sé stanti, ma in realtà è tutto molto coerente.

Il fatto che tanta energia scaturisca da due sole menti e quattro mani è già di per se segno che la musica non ha e non deve avere stereotipi. I Nu-Shu lo sanno bene e l’omonimo album ha proprio questo compito: farci comprendere come tutto può in un attimo essere ribaltato e sconvolto, anche se in fondo noi siamo quello che siamo.

Non è un disco semplice, anzi è proprio un bordello. E’ una sfida. Se volete accettarla penso che non ve ne pentirete perché è un disco che non lascia indifferenti: per la Rivolta Records i Nu-Shu rappresentano una scommessa già vinta.

VOTO: 4 su 5

 

Bonus:

  • originalità
  • imprevedibilità
  • molto studiato

Malus:

  • disco non facile da capire e ascoltare tutto di fila
  • testi in inglese, mi spiace ma non li sopporto in generale

Tracklist:

  1. Mamadù mama
  2. Enemy
  3. Funky superstar
  4. Direction
  5. Waiting for the sun
  6. Radio fall
  7. Nu-shu
  8. Interlude stereo
  9. Stereo ink
  10. End track



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