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Hooks – Non è più il tempo delle biciclette

Il punk rock italiano non muore ma si reinventa: è questo che ci lascia intendere Non è più il tempo delle biciclette, secondo EP autoprodotto degli Hooks,  uscito il 28 dicembre 2013.

Il disco si apre con un pezzo lento, segnato da un riff di basso che percorre tutta la canzone. Nei brani successivi le atmosfere cambiano e si passa a ritmi più allegri, a tratti ska, caratterizzati da chitarra (talvolta ukulele) in levare, alcuni inserti di tromba e ancora il basso di Alessandro Pogliani che fa da protagonista nel corso della strofa; altre volte le parti di chitarra richiamano un po’ le Pornoriviste, con motivetti semplici ma d’effetto. In questa varietà trovano spazio anche ritmi lenti, con arpeggi nella strofa e distorsioni potenti nel ritornello, come si addice solitamente alle ballad rock.

Nel complesso, però, il rischio di peccare di incoerenza tra un pezzo e l’altro è sempre molto alto, nonostante non ci si annoi praticamente mai.

La voce di Amedeo Itria, come si conviene nel più classico punk rock italiano, non è sempre pulita, ma anzi ha delle sbavature che a volte richiamano Divi dei Ministri (imprecisioni ritrovabili anche nei cori). I testi sono spesso caratterizzati da ripetizioni all’inizio di ogni verso, con ritornelli composti da due frasi ripetute; altre volte, invece, sembrano più un “flusso di coscienza”, che si avvicina allo stile cantautorale molto in voga nella scena emergente.

Nessuno degli strumenti ha pretese di virtuosismo, cosa non richiesta nel genere. Le chitarre sono ben armonizzate tra loro, anche se talvolta la ripetizione dei riff risulta un po’ esasperata, mentre la batteria svolge più che altro la funzione di accompagnamento, senza rendersi mai veramente protagonista.

Tutto sommato è un buon lavoro quello dei giovanissimi Hooks, inno spensierato a un auspicabile rinnovamento del punk rock italiano (forse il vero condensato dell’intero panorama musicale nostrano). Tuttavia c’è ancora qualche gradino da salire per raggiungere una sonorità più originale e uniforme, che possa identificare questa band e nessun’altra.

 

 Tracklist:

1. Una nuova guerra (ft. The Huge)
2. Ossitocina
3. Vorrei andare a vivere a Firenze
4. Fauna urbana
5. Ti ricorderai
6. Storie di altra gente
7. Ultima
8. Arrivare a domani (acoustic ft. Dario)




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  1. Hooks | Stunrise

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