http://stunrise.it/wp-content/uploads/2015/03/madonna-stupro-culo-grammy-shock-new-york-19-anni-denuncia-stunrise-1050x700.jpg

Non ascoltate le stronzate di Madonna – Gli stupri vanno denunciati

Questo è il titolo che avrei suggerito all’ANSA per l’articolo, invece intitolato

Madonna shock: non vale la pena denunciare uno stupro, è troppo umiliante 

La libertà di parola, prima di un diritto, è una responsabilità. Due volte di più se a parlare è una star – seppure sempre più attaccata agli scandali da due soldi per non perdere visibilità – che nella sua lunga – forse troppo – carriera si è caricata del ruolo di paladina del girl power e di simbolo dell’emancipazione sessuale femminile – perché a livello sociale il suo messaggio è sempre oscillato tra il medievale ed il buonista a caso.

Madonna Louise Veronica Ciccone, 56 anni, ha fatto parlare recentemente di sè per essersi scoperta il sedere alla cerimonia dei Grammy e per essere caduta sul palco durante i Brit Awards 2015. Gira di network in network, di manifestazione in manifestazione, a fare il suo solito spettacolo. Ma dal bacio saffico con Britney Spears e Christina Aguilera ha come perso d’originalità. Non fa più scalpore. E’ stata decisamente sorpassata dalle colleghe più giovani. Lo scandalo è una Lana del Rey che annuncia di aver fatto sesso con una marea di discografici senza trarne vantaggi, è Nicki Minaj che canta Anaconda – non serve dire cosa faccia scandalo in Nicky Minaj, si fa prima a dire cosa non lo faccia – è Miley Cyrus che fa Miley Cyrus quotidianamente, e via così.

Sono tutti personaggi costruiti per supportare una produzione musicale up-to-date col 2015, coi gusti musicali delle diverse fasce di pubblico di oggi. Madonna ha una carriera che nessuna di queste ragazze ripercorrerà, trattandosi, numeri alla mano, della cantante donna di maggior successo nella storia della musica. Ma il centro della scena, ora, non le spetta più. A meno che non si trasferisca in Italia. Qui risulterebbe ancora una fresca novità, e l’apertura del festival di Sanremo 2016 non gliela toglierebbe nessuno (nemmeno Al Bano e Romina Power).

Tutto questo per tornare sull’argomento dell’articolo. Lady Ciccone avrebbe detto in un’intervista che subire uno stupro, come pare essere accaduto a lei a 19 anni, sia un’esperienza sufficientemente umiliante che non vale la pena denunciare. In poche parole, se sei donna, e vieni stuprata, devi vergognarti e tacere. Senza nasconderci dietro ad un dito, in mezzo alle strade e nei bar ho sentito affermazioni peggiori, tipo “in fondo, alle donne, essere stuprate piace, altrimenti non andrebbero mezze nude per strada di notte“. Ma a pronunciare amenità simili generalmente non sono donne e soprattutto nemmeno delle persone di cui avere una qualsiasi stima. Nessuno che abbia venduto mezzo miliardo di dischi nel mondo comunque.

Lo stupro è la manifestazione umana più bieca e disgustosa, un istante in cui un uomo smette di essere tale ed una donna, a prescindere dal finale, muore. Non c’è vita laddove non si è padroni del proprio corpo, laddove con la violenza qualcuno ci rende oggetti e ci declassa a plastica e gomma piuma nel suo gioco di piacere e morte.

La natura non ci ha fatto uguali come vorrebbero gli slogan del femminismo più cieco. L’uomo è e sempre sarà superiore per forza fisica, ed in un confronto violento, una donna – salvo eccezioni – finirà sempre sottomessa. È giustizia questa? È segno di un qualche diritto divino per cui l’uomo è il sesso dominante? No. E’ il segno dell’ordine animale per cui in una società primitiva ed in uno stato di natura, all’uomo spettava un certo genere di compiti ed alla donna un altro. Ordine naturale da cui per secoli è derivato un ordine sociale che si è tramutato in una predominanza maschile anche a livello politico. Tutto derivava dalla primitiva riunione delle tribù attorno ad un capo che per forza ed intraprendenza bellica garantiva il maggior bene per il maggior numero. Questi non poteva che essere uomo, data la violenza dei contesti sociali e dei rapporti tra diverse tribù per il controllo delle fonti di cibo, acqua e materie prime. La situazione, come spesso capita nel mondo umano, si è perpetuata nei secoli anche oltre la sua reale necessità, fino a venir riconosciuta come abitudine naturale e persino razionale. Anche superato il periodo per cui il dogma della superiorità maschile veniva certificato da un ordine divino, questo ha continuato – e continua – a resistere nella testa di un gran numero, se non della maggioranza, delle persone, donne e uomini che siano. E la persistenza della pratica dello stupro anche in società come la nostra, sedicente civile, certifica il persistere dello stereotipo primitivo di una società a conduzione maschile in cui una donna altro non è che un oggetto.

Quando scrivo sono passati pochi giorni dall’8 marzo, festa della donna, tripudio di mimose, frasi sdolcinate a proposito di “metà migliori del cielo” e bestiali luoghi comuni sul “donna è meglio”.

La verità è che “donna è inferno” (e che l’8 marzo andrebbe abolito, perchè se fossi donna, lo troverei umiliante).

Perché è inferno un mondo in cui se corri lungo il naviglio all’una del pomeriggio può essere che tre uomini ti aggrediscano, ti sfregino e tentino di stuprarti alla luce del sole. È inferno un mondo in cui se metti i tacchi cammini scomoda ma, ehi, che bel culo ti fanno. È inferno un mondo in cui ti devi truccare di norma per mostrarti ciò che di norma non sei. È inferno un mondo in cui sei ciò che appari, sei come ti vesti, sei la scollatura che porti e lo stacco di gamba che mostri. È inferno un mondo in cui la maggior parte delle ragazzine vengono cresciute per pensare che sia giusto e naturale così. È inferno un mondo in cui non importa come ti chiami, importa quanto sei interessante sessualmente e quanti ormoni scateni, che tu lo voglia o no. È inferno un mondo in cui “ciao bella, complimenti, bel culo”. È inferno un mondo in cui due occhi ti si possono incollare addosso sull’autobus e spogliarti quasi con la stessa veemenza di due mani. È inferno un mondo in cui, sottile, come goccia di arsenico sciolta nell’acqua, la paura ti avvelena l’esistenza ogni giorno, quel tanto da rimanere quasi impercettibile pur facendo danni devastanti. 

Che sia vero o meno, il fatto di aver subito uno stupro non giustifica minimamente la gravità del messaggio di Madonna alle donne di tutto il mondo. Ci piace riempirci la bocca a proposito di quote rosa, società di pari diritto, emancipazione femminile e tutto il resto. La verità è che siamo appena un passo avanti rispetto ad un passato di esplicita soggezione del sesso femminile a quello maschile ed espressioni come il “girl power” su cui Miss Ciccone ha campato una vita intera sono vuoti slogan pubblicitari utili a vendere brutte magliette. Non si realizzerà mai una società a conduzione femminile, o in cui le donne hanno il potere a scapito dell’uomo, perché è una cosa al di là dell’ordine ragionevole delle cose. Quello che si deve realizzare è una società di persone e non di sessi. Una società di “io” che non siano “lui” o “lei” ma soltanto “io”. Una società di ragione e diritti che vada al di là delle differenze di peso e di massa muscolare. Una società che abbandoni l’ordine naturale per abbracciare quello civile e più unicamente umano. E su questa strada, lo stupro, è il nemico più grande, più schifoso e contro cui scagliarsi con più, reale, violenza.

Lo stupro va denunciato, perché è la più disgustosa infrazione del diritto, è la peggiore forma di omicidio che esista, la più orrenda violazione del diritto di una persona, donna o bambino che sia.

Una donna stuprata non smette di essere un individuo unico e speciale, portatore di tutta la dignità e l’onore di questo mondo. Nell’atto dello stupro a venire umiliato realmente è chi lo compie, che scende sotto il rango di bestia, e che come tale va trattato, sottratto per sempre ai privilegi del vivere civile e sociale per essere confinato al vivere nella costrizione.

Belle frasi che riassumono sicuramente come la pensa chi scrive e come sarebbe bello la pensassero i più, ma che cozzano violentemente con la realtà dei fatti:
Secondo uno studio, negli Stati Uniti, il 68% degli stupri non viene denunciato. E su 100 stupri, solo nel 2% dei casi lo stupratore vede spalancarsi le porte del carcere.

 

 

 




C'è 1 Commento

Add yours

Rispondi

Hide