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Noàis – Lanterne

Metti una sera un camino, una casa in montagna, un gruppo di amici con in mano le chitarre e del vino, la luce giusta e l’atmosfera da falò.
Falò di montagna
Questa è stata la prima immagine che mi è passata davanti agli occhi appena è iniziato l’intro di “Hanno ucciso Colapesce” , prima traccia di “Lanterne” l’album d’esordio dei Noàis.

Noàis è la trascrizione fonetica di No ice (in inglese: “senza ghiaccio”), ed esprime la volontà di dire in modo puro e schietto, senza diluire, senza modificare il sapore originale delle cose.

I Noàis sono una giovane band Astigiana, tra il cantautorato ed il folk, formata da  Jacopo Perosino (Voce e tutto il resto), Paolo Penna (Chitarrine Giocattolo), Luisa Avidano (Violini violenti), Maria Rita Lo Destro (echi e canti di sirene), Simone Torchio (bassi bitonali), Michele Cocciardo (Pentole e coperchi), Roberto Musso (rumori dalla foresta e tamburi) .
Un sapore retrò da cantastorie pervade l’intero album, un album visivo pieno di immagini cantato e raccontato benissimo.

L’intro di  “Mary Jane” mi ha catapultata in Irlanda,  quella bella dei violini e delle atmosfere del freddo. “Emmeraviglia light my room tonight” è il brano che più si discosta dal mood generale del cd senza però abbandonare l’ascoltatore che sa esattamente dove collocarsi:  un bar del vecchio West. La voce femminile nel ritornello rimanda  in qualche modo ai meravigliosi cori di “Sweet home Alabama“.
Che bella giornata“  al primo ascolto arriva come una filastrocca, una filastrocca dalle parole pungenti, riuscendo così in quel complicatissimo gioco che è mescolare un testo profondo su una melodia morbida e leggera. “Colpa di Maria” ed io immagino subito una piazza con al centro una giovane ragazza che balla a suon di tamburelli, si apre invece una storia tutta diversa che ruota attorno all’amore per Maria e le pazzie. “Sudato e fragile” è  l’unico brano con un intro di piano ed è il brano che chiude “Lanterne“  un brano intimo, una riflessione intensa che lascia tanti spunti di riflessione ed un retrogusto amaro.

Credo che “Lanterne” sia un cd di atmosfere, atmosfere e racconti giusti, un cd familiare che predispone all’ascolto, un album che non abbandona mai la fantasia di chi ascolta che è libero di immaginare posti e storie, ma è condotto inconsciamente da una musica che sa benissimo dove vuole portare.

Una band che ha fatto della semplicità un punto di forza. In un panorama musicale in cui è stato fatto tutto, rispolverare il vecchio per il puro piacere di suonare ciò che più piace, senza porsi il problema del vendibile, del radiofonico, lo trovo apprezzabilissimo. Un album sincero, un bel viaggio, “..un modo per dare voce poeticamente e musicalmente a un micro-cosmo di sentimenti, solitudini, fragilità…”

Le lanterne sono l’inizio del viaggio, le compagne di mille perigli.
Illuminano le stanze più buie e non c’è modo di ringraziarle,
se noncontinuando a seguirle.

Buon viaggio

Voto: 4 su 5

 




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