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Musica e cinema, episodio 5 – Un’epoca di nuove idee

Dopo l’estate intraprendiamo un percorso nella storia del cinema, focalizzandoci sul rapporto che quest’ultimo, dai fratelli Lumière a Wes Anderson, ha intrattenuto con la musica. Quinta puntata “Un’epoca di nuove idee”.

Durante gli anni ’40 furono introdotte nuove idee armoniche. Compositori come David Raksin e Bernard Herrmann cercarono di espandere il range di possibilità introducendo elementi jazzistici e della musica del 20esimo secolo. Colonne sonore come quelle per i film Laura (1944) e Citizen Kane (Quarto potere, 1941) riuscirono ad aprire le menti e le orecchie dell’industria a un nuovo sound.

EPISODIO 4 – GLI ANNI ’30 E ’40: L’EPOCA D’ORO DI HOLLYWOOD

Per esempio Raksin utilizzò il sistema dodecafonico di Shoenberg per la colonna sonora de La casa del corvo (The man with a cloak, 1949). Questa colonna sonora è composta con una “serie” di 12 suoni che esaurisce il totale cromatico. Le prime 5 note di questa serie sono E-D-G-A-R (in cui la R sarebbe Db, quindi Re), esattamente come il nome del protagonista! Una composizione davvero strana e innovativa per l’epoca, tanto che Johnny Green, capo del music department alla MGM, disse a Raksin:

Gee that’s a remarkable score, what’s that crazy god-damned tune you’ve got there? (in una composizione dodecafonica è impossibile stabilire una tonalità).

E Raksin rispose: “It’s a 12-tone row (una serie di 12 suoni)”. Ovviamente Green rimase attonito e voleva sapere perché avesse utilizzato questo sistema:

I used it because in these picture you don’t find out until the last 45 seconds that the hero, the man in the cloack, is really Edgar Allan Poe!

Tutto ciò diede il via ad un periodo di grande innovazione: quella musica contemporanea, o musica dissonante, che non era accettata dal pubblico dei teatri della musica classica trovò spazio nell’industria cinematografica.

Sempre Raksin:

If you have a really violent sequence and you write something that is really dissonant, they wouldn’t like to hear that as a concert. But they will accept it if it is the right music for a film sequence.

Ovviamente le nuove idee, come la dodecafonia, gli stili compositivi di Stravinsky e altre nuove tecniche guadagnarono popolarità molto lentamente, ma i produttori, i registi e gli stessi compositori videro sin da subito le potenzialità di tutto ciò e gli stili musicali nei film iniziarono a cambiare.

DAL 1950 AL 1975

Putting music in a film is not an arbitrary thing. There’s a form and a shape, an overall pattern of where you put music in.- Jerry Goldsmith 

In qualsiasi discussione su stili artistici e periodi musicali, è nella natura umana delineare e distinguere una data specifica o un periodo di innovazione e sperimentazione. Ma non è mai una operazione semplice. Monteverdi non si è svegliato la mattina del 1 gennaio 1600 esclamando:” Ah ah, da oggi inizia il periodo della musica barocca!” Beethoven sapeva di star creando una rottura dal vecchio stile classico di Mozart e Haydn, ma non era a conoscenza del fatto che avrebbe dato il via ad un nuovo periodo chiamato romanticismo.

La maggior parte degli stili e dei movimenti artistici in qualsiasi campo sono il risultato di evoluzione, creare qualcosa di vecchio e destrutturare tutto ciò che c’era prima. Anche per le colonne sonore è stato così.

Lo stile romantico di Steiner e dei suoi colleghi durò circa 20 anni, dal 1930 al 1950, ma già allora vi erano segnali di sperimentazione e alcune musiche scritte in quel periodo sembravano ammiccare al futuro, avendo un suono più dissonante, atonale e alcune volte con un vocabolario più pop, jazz o rock. È da ricordare che alla fine degli anni trenta la tecnologia della sincronizzazione dei suoni era praticamente appena nata, quindi risultava un’innovazione già il fatto di sentire musica venire fuori da un proiettore.  Ma c’è sempre la voce fuori dal coro: nel 1941, nel pieno del periodo romantico di Korngold e Steiner, Orson Wells creò un capolavoro di innovazione sia artistica che sonora: Quarto potere, con colonna sonora di Bernard Herrmann. In questa colonna sonora vengono usate tecniche di composizione che rimarranno poco conosciute fino alla metà degli anni ’50. Quarto potere aprì le porte all’uso di un suono e di uno stile influenzato da Bartok, Stravinsky, Shoenberg e altri compositori del 20esimo secolo. Oltre a questo spianò la strada a nuovi compositori “american-born”.

All’inizio degli anni ’50 c’erano molti musicisti, direttori d’orchestra, pianisti e compositori con preparazione accademica americana che lavoravano per gli studios. Tra questi ricordiamo Bernard Herrmann. David Raksin, Alex North, George Antheil, Leonard Rosenmann, Elmer Bernstein, Andrè Previn e Jerry Goldsmith. Con una solida preparazione basata sull’armonia tradizionale, teoria e contrappunto, questi ragazzi non solo avevano studiato le opere di Stravinsky e altri compositori più moderni, avevano anche una solida cultura jazz.

Nello stesso periodo Steiner, Korngold e Waxman e tutti gli altri compositori della generazione precedente rimasero attaccati allo stile del 19esimo secolo e in alcuni casi non erano interessati o addirittura contrari ai nuovi stili.  Quando chiesero un commento sulla nuova musica contemporanea, Steiner disse: “Non ho nessuna critica. Non posso criticare ciò che non capisco”. Questo commento è abbastanza esplicativo sulla differenza tra la vecchia e la nuova generazione di compositori.

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Aaron Copland, pioniere della musica da film americana

Un grande musicista che all’epoca influenzò questa nuova generazione di compositori (appartenenti anche al mondo della classica) fu Aaron Copland. Quando scrisse la sua prima colonna sonora per il film L’ereditiera, nel 1949, era già un compositore di fama mondiale nel mondo del balletto e della musica sinfonica e da camera. Scrisse solo poche colonne sonore, tra cui Il cavallino rosso e Uomini e topi, ma lasciò un eredità incredibile ai suoi successori. Ciò che lo fece notare a Hollywood fu la sua bravura di trasferire il dramma in musica, ne sono esempi i suoi lavori per balletto Rodeo e Appalachian spring. Portò nel mondo della colonna sonora una nuova e fresca sensibilità nell’uso della strumentazione e dell’armonia. Nelle colonne sonore di Copland abbiamo una tessitura strumentale molto più soft e asciutta rispetto alle grandi composizioni romantiche del tempo.  Usava un’orchestra molto più piccola e il suo utilizzo di armonie pandiatoniche, politonalità e dissonanze controllate fu imitato da molti compositori.

Ma insieme allo sviluppo e all’evoluzione della musica nei film c’erano tanti altri fattori da tenere in considerazione per capire bene il sound della musica da film negli anni ’50, fattori che riguardano sia il tipo di cinema che veniva prodotto, sia costumi sociali dell’epoca. Sicuramente uno dei più importanti fu l’arrivo della televisione, che sconvolse e non di poco le vite degli americani. Oltre a ciò all’epoca erano molto popolari i “rebel films”, pellicole che trattavano temi come la gioventù e la ribellione, ma anche la droga e l’alcolismo. Inoltre il Congresso degli Stati Uniti aveva aperto una vera e propria caccia alle streghe contro i comunisti, specialmente nell’industria dell’entertainment,  non soltanto stabilendo chi poteva lavorare e chi no, ma anche avendo potere decisionale sui contenuti dei film.

Lo sviluppo del jazz, dello swing e del bebop creò una nuova cultura musicale popolare, specialmente nella gioventù. Aggiungendo a questi fatti la nascita del rock and roll alla metà degli anni ’50 si può ben capire come all’epoca c’era veramente bisogno di un cambio di rotta.




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