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Music facts: Una schifosa topaia

Siamo a New York e fino a qualche anno fa esisteva un improbabile e fatiscente club, sepolto da qualche parte nel Village, dove alcuni tassisti stronzi avevano paura di andare. Appena entrati, la prima cosa che si notava erano dei grossi buchi nelle pareti, come se i proprietari prendessero a calci i muri per poi pisciarci dentro prima di lasciar entrare i clienti.

Lo chiamavano CBGB, ma anche “cesso” andava bene.

Clienti che consistevano in una massa di indecifrabili hippie urbani, una accozzaglia di fattoni, intellettuali del rock e turisti sorpresi, che bazzicavano da quelle parti crogiolandosi nella loro stravaganza per essere li. Il posto giusto per chi aveva assolutamente bisogno di una dose. Quasi la metà delle persone che frequentavano il posto non era in condizioni di rendersi conto che, in quella schifosa topaia, qualcosa di importante stava accadendo.

Era un martedì sera qualsiasi e la locandina mezza strappata appesa all’ingresso aveva stampato su la faccia di una ragazza un po’ bruttina, ma dicevano talentuosa, di nome Patti Smith. E prima di lei vi era una band che cercava di dare un senso alle insulse vite gettate dei presenti, i Television.

La più veloce e concisa maniera per descrivere i Television è che sono la risposta newyorkese ai Dr. Feelgood, nonostante le ovvie differenze culturali che possano esserci tra Manhattan e l’Essex. Un rock‘n’roll straziante e privo di stronzate, esattamente il contrario di ciò che facevano le band di moda della new wave. I Television erano giovani, suonavano roba inedita e Tom Verlaine, il leader della band, era certamente stato traumatizzato in età adolescenziale da Lou Reed.

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I Television per le strade di New York

Questi newyorkesi non avevano vestiti appariscenti e nemmeno si muovevano sul palco. Il chitarrista ritmico suonava a gambe serrate e con uno sguardo sbarrato, martellando sulla sua Telecaster come un operaio che forgia il ferro. Così immobile, forse per evitare di cadere giù dal palco delle dimensioni di uno sgabuzzino. Aveva indosso una maglia del Fillmore East, roba che era ben lontano dall’essere all’ultimo grido.

Il bassista non si lavava da settimane, quasi perso nella sua stessa ombra, e Verlaine, con la faccia inespressiva e gli occhi da zombie, oscillava freneticamente appoggiandosi all’asta del microfono, mentre un secondo chitarrista colmo di paroxetina sfogava ogni suo delirio attraverso una fiammante Les Paul.

I Television sono un prodotto della vita suburbana newyorkese, ma come i Dr. Feelgood, in un mix di tradizionale e rivoluzionario, rappresentavano la via di fuga dalla sfrenata corsa all’oblio in cui stava sconfinando il rock.

Un profetico ritorno alle origini: musica meno energica ma più ricca d’immaginazione.

Il fatto che un gruppo come i Television stesse suonando lì, in quel preciso istante, era la prova inconfutabile del fatto che il rock sia una bestia più resistente di quanto gran parte del mondo potesse credere.




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