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Mimì Sterrantino – Un lupo sul divano: da Stoccolma in viaggio verso la Sicilia

Prendiamo la nostra solita auto, un po’ vecchia perché in fondo l’abbiamo trattata male o l’ha trattata male il tempo, e iniziamo il nostro viaggio verso la Sicilia. L’autoradio suona Un lupo sul divano, la testa viaggia verso sud pensando però all’America.

Domenico “Mimì” Sterrantino nasce nel 1984 sulle sponde di un fiume ghiacciato in Svezia, per poi trasferirsi a Taormina. Cosmopolita fin dalle radici dunque, sviluppa la passione per la musica folk dal padre, spaziando i propri ascolti dal blues americano ai cantautori italiani, dai canti popolari alla world music.

Ringrazio l’altitudine infatti apre il disco con dei toni country ai quali siamo tutti abituati da tempo immemore, dando l’impronta un po’ ironica e un po’ rivoluzionaria che caratterizza il siculo-svedese Mimì. Forse non la canzone più originale che si possa ascoltare, ma bella perché ricorda precisamente le canzoni country americane degli anni ’60. La linea vocale è praticamente sempre identica fino alla quarta traccia e prima ballad di questo disco, Lo scorpione. Risalta nettamente di più la voce tipicamente cantautorale di Sterrantino, con toni gravi e non particolarmente educati dal punto di vista musicale che però aiutano a fare attenzione ad un testo molto particolare. Lo stesso discorso vale per Comodo, anche se purtroppo rallenta di netto il ritmo dell’album. Forse troppo.

Forse però preparava a Un lupo sul divano, title-track degna di nota perché porta a muoversi, valida sotto ogni punto di vista, letterario o musicale, molto folk e molto rock, una ventata d’aria fresca quando ormai abbiamo percorso già 600km nel nostro viaggio siciliano e ne restano altri 600. Fermi ad un autogrill per una pausa non si può non apprezzare Uno dei tanti, valida quanto la precedente. Soprattutto perché più cantabile e più musicale, con una linea melodica decisamente più country e più rock. L’energia tipica del rock si sente ne La dignità, peccato solo per la traccia conclusiva. Caro DJ è infatti una critica alla presunzione che spesso ha qualche dj (non tutti, attenzione) nel definirsi musicista. Di certo non si può dire che sia la cosa più originale sentita finora.

È proprio questo il problema di Un lupo sul divano: l’originalità.

I richiami alla musica folk e alla musica country sono più che semplici richiami. A tratti sembrerebbero quasi cover, più volte ci si ritrova a chiedersi “ma questa io l’ho già sentita da qualche parte o sbaglio?”. Certo i cantautori americani di una volta non erano certo famosi per variare molto all’interno della stessa canzone, ma avevano nomi come Johnny Cash o Bob Dylan. Se amate la musica country old school questo disco fa sicuramente per voi, ma forse per tutti gli altri è troppo simile a un viaggio in macchina verso la Sicilia al 15 di agosto. Lungo, ripetitivo, con tanta voglia di arrivare e godersi il mare.

VOTO: 2,5 su 5

 

Bonus:

  • validissimo album country old school
  • alcuni testi sono molto interessanti

Malus:

  • decisamente troppo ripetitivo
  • altri testi sono molto banali

 

Tracklist:

  1. Ringrazio l’altitudine
  2. Un pesce di nome Snoopy
  3. L’abbandonata
  4. Lo scorpione
  5. Comodo
  6. Un lupo sul divano
  7. Uno dei tanti
  8. Il sentiero
  9. La dignità
  10. Caro DJ



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