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Mellow Mood – 2 the world: il reggae come non lo fa nessuno (almeno in Italia)

È andata così. Il direttore mi ha chiesto se me la sentivo di recensire un disco reggae. Ho tante cose in comune con il reggae (in pratica cerco una maniera velata per dire che mi fumo un sacco d’erba), ma la mia soglia di sopportazione per questa musica è molto bassa. Trovo scontati persino i ragazzi che suonano Bob Marley nel chiostro della Statale e non augurerei una serata reggae a nessuno, neanche nel più bello dei locali o dei festival. In sostanza, potrei dire che ho sempre considerato i rastafariani bimbi speciali alla stregua dei metallari o dei ventenni che ascoltano solo rock anni 70.

Vabbè, fatto sta che il direttore mi allega l’album, si chiama 2 the world, e scopro che il gruppo in questione sono i Mellow Mood. Conosco questo gruppo è ho già avuto la fortuna di ascoltarli un paio di volte dal vivo. La situazione cambia completamente.

I Mellow Mood sono i mammasantissima della reggae italiano. I Mellow Mood stanno al reggae italiano tanto quanto l’Accademia della crusca sta alla nostra grammatica.

I limiti del reggae, in Italia, sono sostanzialmente generazionali, nel senso che non lo si può più ascoltare dopo una certa età come, nel mio caso, Babaman e Brusco masticati a grandi quantità fino a 16 anni e ormai scomparsi tra gli artisti del mio iPod, o puramente regionali e campanilistici. Il reggae è un prodotto tipicamente pugliese al pari dei panzerotti e delle orecchiette con le cime di rapa.

È ormai dal 2009 che i Mellow Mood smentiscono qualsiasi cliché sul genere proponendo musica di altissima levatura, curata nei minimi dettagli e priva di qualsiasi volgarità. I Mellow Mood si librano a un altro livello, inaccessibile alla maggior parte degli artisti del loro campo. Il reggae è una musica malleabile e camaleontica che presta il fianco ai più disparati generi ma, ormai da anni, ha trovato il suo maggior canale di sfogo, ha stretto il più forte dei sodalizi col rap più coatto. Ma qui viene il bello, i Mellow Mood non vengono da Lecce, provengono da una città a cui nessuno oserebbe mai accostare il termine dancehall. La piccola, gelida e snobbissima Pordenone, capitale nazionale del punk e, soprattutto, casa della nostra più importante etichetta discografica indipendente, La Tempesta Dischi. L’influenza esercitata da questo clima non può che dare i suoi frutti, se non a livello prettamente musicale, quantomeno mentale e di attitudine.

I Mellow Mood travalicano i limiti del reggae grazie alla loro perizia e volontà d’innovazione. Le canzoni di  2 the world sono tutte, dalla prima all’ultima, esperimenti ben riusciti. Insomma non basta pregare Jah o usare termini come gal e nyabinghi per fare reggae, le competenze musicali fanno la differenza in qualsiasi genere. Pur senza riscriverne la storia i Mellow Mood sono stati capaci di dar vita a momenti di musica tecnicamente impensabili per qualsivoglia Peter Tosh o Bob Marley.

VOTO: 4 su 5

 

Bonus:

  • reggae di alto livello, musica curatissima
  • disco molto sperimentale e vario nell’accezione positiva del termine

Malus:

  • potrebbe risultare troppo estremo per i puristi del genere

 

Tracklist:

  1. Intro
  2. Inna Jamaica pt.2
  3. Criminal
  4. Extra love
  5. Write to you
  6. Weh yuh trend
  7. Sufferation
  8. Bun mi heart
  9. Innocent
  10. Even over
  11. Everything she want
  12. Wipe away
  13. Twinz invasion
  14. Love mama



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