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MasCara – LVPI

Mascara: a volte un vezzo da concedersi nei giorni in cui non serve apparire, altre volte il tocco finale che rende perfetto un trucco elaborato. Ok potete continuare a leggere, non è il blog di ClioMakeUp, i MasCara sono cinque varesotti che stanno raccogliendo consensi un po’ ovunque.

LVPI è l’ultimo lavoro di questa band, un esempio di post rock moderno in cui i primi anni ’80 si fondono con sonorità ben più recenti. Ma andiamo con ordine. Presentato il 15 aprile 2014 al Rocket di Milano, l’album vanta al suo interno collaborazioni importanti, come quelle di Matteo Cantaluppi (Bugo), Tommaso Colliva (Muse, Afterhours) e Luca Tacconi (Elisa).

In generale il sound dei MasCara nasce da una commistione di rock elettronico di stampo new wave e cantato in italiano.

I testi sono crudi, molto sentiti, anche se mai del tutto chiari riguardo a cosa vogliono dirci. Ma d’altronde la musica è anche interpretazione, no? Un melting pot dove passiamo da sonorità dissonanti (come nel solo di sax di Macchine da guerra) a ritmi drum and bass o addirittura dubstep. A fare da fil rouge gli elementi classici del post rock, come il suono effettato delle chitarre o le chiusure “sospese” di molte canzoni.

Il groove della batteria di Nicholas Negri si sposa bene con la scelta di un sound tipico del synth pop, accompagnando i brani con la giusta potenza; spesso anche il sintetizzatore è una presenza costante e decisiva. Voci molto riverberate ma chiare e solide, con un ruolo di primo piano all’interno dei pezzi. Tuttavia l’ascolto complessivo non si può dire dei più semplici e con lo scorrere delle tracce un ascoltatore non abituato al genere potrebbe trovare il disco un po’ “tutto uguale”.

Atmosfere figlie di un passato non troppo lontano, con qualche concessione sonora alla Editors, o alla The National se vogliamo. Però c’è un però, ed è che questi MasCara non somigliano a nessuno se non ai MasCara. Non una cosa da tutti, va detto. Cinque ragazzi che, evidentemente, sono riusciti a trovare il loro sound rileggendo in chiave moderna l’elemento post rock, illuminandolo d’influenze dell’ultimo ventennio pur senza mai peccare d’incoerenza.

 

Tracklist:

1. Macchine da guerra
2. Dei per sempre
3. Cattedrali al neon
4. Isaac
5. Graffiti
6. Falsa età dell’oro
7. Riti ancestrali
8. Laica
9. Lupi
10. Barricate
11. Gocce di benzina
12. Vita sonica




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