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Kismet – Shades of clarity

Partiamo dall’inizio: Shades of clarity è un titolo che, già di per sé, può far ragionare. Parlano di “sfumature di chiarezza” i Kismet, un evidente gioco di parole che, però, diventa ben definito incontrando il sound deciso e potente proposto da questi 5 ragazzi.

Un album che conferma la potenza di una band che negli ultimi anni ha saputo far parlare di sé nella scena underground europea, con i numerosi live in Italia e all’estero.

Serrati riff in drop D e distorsioni decise dalle tinte stoner/heavy, passando per il grunge e il crossover. Sono questi i primi aspetti che mostrano Shades of clarity come un lavoro aggressivo e prorompente, dal sound originale e deciso, che ricorda molto i primi lavori di Josh Homme con i Kyuss o il rock potente dei Fu Manchu.

Un disco vario e mai scontato, che colpisce per la varietà di stili intrapresi. La sesta traccia, Carry me down, tocca le sponde di un rock pop che sa un po’ di colonna sonora; da segnalare l’ottimo uso di violini e archi, senza quel suono stucchevole che spesso troviamo in brani del genere. Segue Time, un mix di rock e sonorità elettroniche che ammicca ai lavori di Aphex Twin; altro pezzo ben riuscito, che evoca atmosfere cupe e malinconiche, anche se in alcuni punti l’arrangiamento risulta un po’ stucchevole, con il basso che fraseggia quasi doppiando la melodia vocale, accompagnato da una linea di violino che serve solo ad appesantire. La seconda parte del disco riprende il rock duro e metallico della prima parte, ma con sonorità più moderne stile Deftones.

Scelte azzeccatissime dei suoni in post produzione, con chitarre esplosive e ben definite nonostante le pesanti distorsioni, tutto accompagnato da una batteria che disegna groove mai banali e con un suono di rullante/cassa veramente lodevole. Una linea sonora seguita per quasi tutto l’album, rimanendo sempre interessante grazie a scelte armoniche notevoli e a linee vocali potenti e quasi graffiate, a ricordare Layne Staley degli Alice in Chains.

Un lavoro ben concepito Shades of clarity, caratterizzato da un sound riconoscibile e originale, anche se la scelta dei suoni e dello stile, a larghi tratti, non risulta troppo moderna; va però detto che, in questo modo, ci sono più possibilità di accontentare un maggiore range di pubblico, che vada dall’ascoltatore novizio a quello più esperto.

VOTO: 3,5 su 5

 

Bonus:

  • ottimi suoni
  • linee vocali molto belle e timbricamente interessanti
  • particolarità dei brani “meno stoner”

Malus:

  • scelta stilistica non proprio al passo con i tempi

 

Tracklist:

  1. Cobweb
  2. Stay alive
  3. Clarity
  4. Aternal blame
  5. Happy road
  6. Carry me down
  7. Time
  8. Quit
  9. Lonely place
  10. Fill the vacuum
  11. Holy words & pain



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