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Kingfisher – Kingfisher EP

Primo pensiero: “cazzo che fighi sti Kingfisher! Chi??? I Kingfisher!” Quattro ragazzi di Busto Arsizio che suonano stoner, come tanti a dire il vero, ma lo fanno in una maniera del tutto particolare. E, cosa molto importante, lo fanno veramente bene. Batteria, voce, basso e…un altro basso, una bella sfida per un genere come il rock, dove la chitarra ha un ruolo spesso centrale sia a livello di stesura dei brani che nell’immaginario comune.

Ve lo dico già in apertura, giusto per essere chiari: il loro omonimo EP, Kingfisher, datato gennaio 2014, è una bomba anticarro.

Quattro brani dall’ascolto estremamente piacevole, di grande personalità e con un mondo sonoro ricchissimo alle spalle. Il primo riferimento che viene in mente sono i Tool, ma le sonorità, molto scure e ritmicamente curatissime, rimandano anche a band più estreme e che hanno fatto scuola con il loro groove pesante. Un nome su tutti è quello dei Meshuggah, anche se nei Kingfisher troviamo una maggiore capacità nel rimanere godibili persino l’ascoltatore meno educato a certe sonorità. Merito di ciò è certamente la voce di Renato, di qualità davvero alta sia a livello compositivo che esecutivo, in grado di rendere paradossalmente “cantabile” un gruppo stoner che non nasconde affatto la sua vena sperimentale.

Guardando alle tracce, da segnalare l’ottima Defection come brano di punta del lavoro, senza dimenticare anche il singolo Relentless, non presente nell’EP ma del quale potete vedere un video con audio in presa diretta.

Arriviamo al punto delicato: ma la chitarra? No, non se ne sente la mancanza. La distorsione e l’uso sapiente dell’effettistica permettono a questi ragazzi di sorprendere e non appiattirsi su un’escursione timbrica contenuta. Ottimo il sound, a tratti djent oriented, che non risulta mancante del fondamentale riffing necessario a far muovere la testa durante l’ascolto.

Nel complesso Kingfisher EP è un ottimo prodotto stoner, con un sound maturo e che resta in testa. Tante belle idee, capaci di mettere in mostra un progetto che, quando riuscirà a pubblicare un disco, taglierà sicuramente traguardi importanti.

 

Tracklist:

  1. ReLegions
  2. Defection
  3. Paradoxical undressing
  4. Methodical man



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