http://stunrise.it/wp-content/uploads/2014/10/suor-cristina-like-a-virgin_980x571.jpg

Il ritorno di Suor Cristina: Like a Virgin

Vincere un talent show non è garanzia di fama e successo, è dimostrato.
Anzi, spesso i poveri vincitori finiscono per rimanere nell’ombra della notorietà, dimenticati dallo stesso pubblico che tanto li aveva amati durante il programma. Nonostante i servizi in abbonamento post televoto che non ti abbandonano neanche quando cambi numero di telefono, alla lunga sei tu stesso il primo a non ricordare chi hai votato. Niente più news, non un album, un singolo, un saluto. Niente.

Tranne questa volta.

Ce lo ricordiamo tutti, chi ha vinto The Voice 2014, tutti ricordiamo la faccia della Carrà quando alla vincitrice venne in mente di recitare il Padre Nostro in diretta.

Tutti insomma abbiamo chiaro in mente chi sia Suor Cristina, e se qualcuno se la fosse dimenticata, non vi preoccupate, ci pensa la Universal Records a ricordarvela.
Ebbene sì, l’11 novembre uscirà l’album di debutto della suora “tanto amata dall’internet”, Sister Cristina, prodotto nientemeno che a Los Angeles, dove sicuramente la nostra sorella si sarà divertita tra pool party e pattinate pazze tra consorelle a Venice Beach.

Come la tradizione musicale vuole, a ogni album si affianca l’uscita di un singolo e di un “video della madonna”.

Ebbene si, il primo video ufficiale della carriera di Cristina è la cover di Like a virgin. Di Madonna.

Vi ricorderete lo scandalo provocato dal famoso pezzo nell’84, e ricorderete tutti la fantastica descrizione del significato del testo fornitoci da Mr.Pink che sintetizzeremo in “metafora della fava grossa

Quindi, nel 2014, la metafora della fava grossa è cantata da una suora, che la trasforma in preghiera laica.

Citando Shakespeare “Ciò che noi chiamiamo con il nome rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.”

Cara Suor Cristina, che sia di “uno che con l’attrezzo ci scava i tunnel”, come Charles Bronson ne La grande fuga, o dell’altissimo supremo, sempre di penetrazioni si parla.

Insomma, arriviamo ad altissimi livelli di trash, degni del miglior Bagaglino e possiamo pure dirlo, discreti livelli di blasfemia.

Ma passiamo a ciò che più ci interessa: il video.

Non appena clicchiamo play, vediamo subito l’analogia tra la versione del 1984 e quella attuale (30 anni esatti, quasi come se fosse un elogio alla vecchia “spiritualità” di Madonna), oltre alle varie croci “so dark, so ‘80s” di Madonna, e quella portata dalla sorella nel 2014, la location rimane la stessa: Venezia. La città lagunare la fa da padrona, in bianco e nero, con la nostra Cristina che canta rivolta verso l’alto.

La fotografia resta impeccabile, ma quando parte la voce di suor Cristina, si rimane fermi, immobili, basiti. Sembra di essere a un matrimonio meridionale dell’inizio del millennio, dove ancora non si chiamavano i cantanti neomelodici a intrattenere gli invitati, ma si chiamava il compaesano che, con una pianola della Bontempi e la sua fidanzata, abbozzava uno scadente piano bar.

Suor Cristina! oltre alla cerimonia, vi offre il pacchetto completo, Bontempi compresa.

Ma non si ferma al piano bar da “re delle cerimonie”, qui c’è qualcosa di peggio, qualcosa che caratterizza gli italiani all’estero da secoli, quel qualcosa che ci ha resi campioni nella comunicazione non verbale, ma che qui spaventa come un kaiju versus Godzilla: il gesticolare.

Suor Cristina gesticola, gesticola e gesticola per cinque interminabili minuti, record di gesticolazione che nemmeno Gianni Celeste ai tempi d’oro.

Estasi divine (e non solo) a parte, il video merita, in muto, ma merita, un po’ come le pubblicità progresso per i beni culturali crollanti.

Ma non è solo il video a perplimerci. Qui si pongono domande concrete: a chi spettano le royalty? A Madonna che ha scritto il pezzo nell’84? Al Vaticano che rappresenta La Madonna? Allo spirito santo che penetra in senso metaforico Suor Cristina? A Suor Cristina che vede la sua verginità faticosamente ricostruita?

Io, comunque, continuo a preferire la versione di Moulin Rouge del 2001, con un Harold Zidler che riflette bene la pregnanza del significato del pezzo. Dopo questa dichiarazione di preferenza, sappiamo già dove mi spedirà il Divino dalle sembianze del mago Otelma.
Che questa versione di Like a Virgin sia tra i candidati del best italian act” agli MTV EMA 2014? Vedremo la nostra sorella affiancata da Nicky Minaj mezza nuda (scegliete voi se Cristina o Nicky) a ritirare l’ambito premio?

Suor Cristina, siamo impazienti di vedere il prossimo video, magari un “Papa don’t call” o una collaborazione con un don Matteo qualsiasi in “Sbucciami”, tanto, il selfie con la banana l’abbiamo già, sempre e solo in chiave di “preghiera Laica”.

Ovviamente.




There are no comments

Add yours

Rispondi

Hide