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Hollywood Groupies – Bitchcraft: dalla riviera al sound di Los Angeles

Los Angeles, ore 6:30 del mattino. Un biker indossa il casco, toglie il cavalletto all’Harley e comincia il suo viaggio verso Chicago. Nelle cuffie ha in repeat un EP che, come la sua città, lascia il segno: Bitchcraft, degli italianissimi Hollywood Groupies.

Follia? Si, ma non troppo.

Gli Hollywood Groupies sono una band hard rock/heavy metal di La Spezia composta da Ace (chitarra ritmica), Condor (basso), Mirko (batteria) e da due ragazze, Foxy alla voce e Kelly alla chitarra solista, che in quanto a grinta e abilità nulla hanno da invidiare ai propri colleghi. Dopo anni vissuti tra concerti e cambi di line up, i cinque si troveranno ad aprire i Lordi nel loro prossimo tour europeo, dopo aver calcato palchi importanti come il celebre Whisky à Go Go, appunto, di Los Angeles.

Sono quattro i pezzi che compongono Bitchcraft, assimilabili al genere hard rock, ma con ampie influenze metal e punk, che rendono il sound più vario e aggressivo. Veniamo subito gettati nella mischia dal potente riff alla Motorhead di Helter jester, che è solo il primo dei potenti assoli di Kelly, ottimamente accompagnati dalla chitarra ritmica, indispensabile, da un basso puntuale e da una batteria sempre più consapevole del proprio ruolo, a partire dalla seconda traccia Get it on.

Il tutto è coronato dalla voce aggressiva ma incredibilmente femminile di Foxy (è lei che porta i pantaloni a Hollywood). Non ci si aspetterebbe un simile graffio, eppure c’è e la ferita si rinnova in brani come The empress, per poi esplodere nella finale Sick twisted paradise, che esalta la crescita della band. La melodia sempre orecchiabile è accompagnata da testi, per definirli così come loro li definiscono, “mistico-esoterici”; pur seguendo il filo conduttore di storie di vita ispirate dai tarocchi, che danno quel tocco di “magia”, l’interpretazione è efficacemente lasciata all’ascoltatore, che può trarne il meglio per sé.

Diciamo le cose come stanno: se Bitchcraft fosse uscito nel posto giusto al momento giusto, probabilmente un posticino nel panorama musicale hard rock lo avrebbe ottenuto di diritto. Ma siccome siamo in Italia nel 2015, non ci resta che seguire gli Hollywood Groupies sfondare sui palchi di Los Angeles. O no?

VOTO: 4 su 5

Bonus:

  • voce graffiante ed inaspettata
  • brani vari, coinvolgenti e ben suonati
  • aggressività orecchiabile

Malus:

  • genere poco diffuso in Italia, al di là dei classici

 

Tracklist:

  1. Helter jester
  2. Get it on
  3. The empress
  4. Sick twisted paradise



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