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Guida Intracomunale per Bus-stoppisti – 5 Milanesi che incontri ogni giorno sull’autobus

Ecco una piccola guida zoologica e antropologica per utenti inesperti della rete dei trasporti pubblici milanesi.

Il Boss

boss_stunriseQuesta categoria è piuttosto innocua, ancorché irritante, e in generale non vi causerà fastidi a meno che non siate un turista tedesco o non siano le 8 di lunedì mattina. La giornata del boss è scandita nei più minimi dettagli; si sveglia alle 5 e 47 per andare in palestra prima di andare in ufficio, alle 8 e 58 è in piazza affari, ha esattamente 23 minuti e mezzo di pausa pranzo e 169 secondi per fumare. Indossa sempre gli auricolari e sembra sempre che parli da solo, gesticolando come un pazzo, sorridendo accattivante alle porte fuori servizio e urlando ai quattro venti che è un problema di governance, e che il business plan non va bene. Non cercate di capire il significato delle parole che gli escono dalla bocca, perché il boss non parla né italiano né inglese ma una specie di lingua ibrida fra le due, spesso pronunciata con un orrendo accento a metà fra il texano e il bergamasco. Frasi come “coi china dovremmo inserire un coffee break prima della presentazione di martedì, in call conference” sono usate dal boss come richiamo degli altri membri della sua specie e non hanno alcun reale significato. Esattamente per questa ragione il boss è la categoria più apprezzata dai filosofi del linguaggio.

 

 

I Controllori

controllori-atm-stunriseLa più temuta delle categorie, da non avvicinarsi assolutamente, nemmeno se avete il biglietto. I controllori sono la diretta filiazione di Satana e delle SS e la loro progenie demoniaca viene indicata col nome scientifico di controllore in borghese. Il loro non è un lavoro ma una ragione di vita; i controllori godono per ogni multa firmata, si nutrono dello sguardo di paura negli occhi degli studenti beccati senza biglietto e passano molte ore al giorno ad allenarsi davanti allo specchio, ripetendo: “Se paga subito sono solo 26 euro”. Questa pericolosissima categoria è nota per ritrovarsi e dare vita a oscuri festini orgiastici alla mezzanotte di ogni primo del mese in tutte le fermate della linea rossa, di solito a spese del contribuente. Anche se siete in regola, girate al largo; ricordatevi che il controllore vuole che voi NON abbiate il biglietto e prenderà come un atto di sfida il vostro abbonamento appena ricaricato. In qualche modo i suoi poteri oscuri possono influenzare la macchinetta che l’ATM –la società segreta che li addestra in Cecenia- gli fornisce. La maledetta macchinetta, confusa dal maligno, non riconoscerà più il vostro abbonamento e sparerà fuori un segnale rosso come il vostro sangue – che il controllore vorrebbe succhiare. Le vostre preghiere e proteste resteranno inascoltate e pagherete la multa (oltre all’abbonamento)

 

Le taccate

tacchi-donna-stunriseForse la specie più fastidiosa di tutte; si consiglia di avvicinarla solo in caso di raptus omicida. La taccata è una donna, in media giovane, in media bella, molto snob, molto taccata e molto idiota. La taccata ha sempre il biglietto e apparentemente ha un lavoro (o un marito) molto remunerativo. Ha due divise principali; o è ricoperta delle pelli di animali in via di estinzione oppure prende molto sul serio la campagna I’d rather go naked than wear fur e va in giro praticamente nuda. Prende la metropolitana per fare solo due tratte; da San Babila a Duomo e da Duomo a San Babila. La taccata è inoltre convinta di essere più importante di te, chiunque tu sia, e ci tiene a sottolineare che lei i mezzi pubblici di solito non li prende, arricciando il naso scandalizzata per tutta la durata della tratta. Il suo punto debole è la convinzione che la metropolitana sia il più rapido mezzo di trasmissione della peste bubbonica e il suo più grande timore è che la sua candida pelle venga a contatto con una qualsiasi superficie della carrozza; per questa ragione, la taccata indossa sempre i guanti o utilizza un fazzoletto per aggrapparsi agli appositi sostegni.

 

 

 

La sciùra o vecchietta

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Categoria di gente orrenda. Se la incontrate mentre porta un ombrello e ci tenete agli stinchi cambiate carrozza. La maggior parte degli utenti inesperti si fa ingannare dall’aspetto fragile della sciùra e dall’aria conciliante delle sue calze marroncine – capo che accomuna l’intera categoria. Non fate questo errore. La vecchietta corre più veloce di Usain Bolt se si tratta di accaparrarsi un posto a sedere. Ha inoltre studiato anni con la nonna di Bruce Lee, leggendaria creatura dalla quale ha imparato a maneggiare l’ombrello come un’arma letale. Ricordatevi dell’ombrello; lo sa usare e ve lo darà sui denti se cercate di sedervi su un posto che ha già puntato lei. Evitate di incrociare il suo sguardo, di tenere la musica troppo alta o in generale di respirare rumorosamente, se siete seduti di fianco a lei. Soprattutto, ricordatevi; la vecchietta vi disprezza. Ed è vendicativa. Commettere un qualsiasi errore con la vecchietta significa arrivare in ritardo all’appuntamento di domani; la sciùra offesa e le sue amiche si metteranno a camminare molto, ma molto lentamente davanti a voi, impedendovi qualsiasi tentativo di manovra evasiva e lo faranno finché non scoppierete a piangere istericamente e le implorerete di lasciarvi passare.

 

 

Lo studente universitario

studente-universitario-stunriseGli studenti universitari milanesi sono una macro categoria che al suo interno ospita notevoli differenziazioni; lo studente è infatti una specie fortemente adattabile e adegua il suo modo di parlare, di vestire, il numero di docce mensili, il numero di amanti, il tipo di alcolico o droga preferita alla facoltà e all’università a cui appartiene. Una sola cosa accomuna tutti gli studenti universitari milanesi; la sessione d’esame. Lontano dalla sessione, lo studente sui mezzi pubblici è perfettamente a suo agio; si siede comodamente, ride in faccia al fratellino ancora al liceo e la sua vita lo soddisfa immensamente, perché può tornare a casa all’ora che vuole ma la mamma gli paga ancora i calzini e il dentista. Sui mezzi legge Guerra e Pace oppure gioca con l’i-phone, interrompendosi solo per organizzare la sua impegnatissima vita sociale. Chiama la Lalli, parla male di Bobi, si organizza per beccarsi col Tipo e per un brunch con la Mery e il numero di articoli davanti ai nomi propri è direttamente proporzionale al grado di rilassatezza dello studente. Sotto sessione, la musica cambia. Lo studente universitario inizia a mostrare i sintomi di tutte le più comuni malattie psichiatriche. Non dorme, se non in rare occasioni; tanto che non ha le occhiaie, sono le sue occhiaie che hanno lui. Non mangia, se non alle macchinette. Le rare volte in cui riesce a dormire, sogna di sostenere l’esame che sta preparando e di non ricordarsi la guerra Franco-Prussiana oppure che gli esercizi dell’esame di bilancio siano scritti in greco antico. Vede la faccia dei professori riflesse in ogni superficie e non sa che giorno sia, sa solo quanti giorni, ore e minuti mancano all’esame che deve sostenere. Prende una sola decisione al giorno; andare a lezione e imparare per osmosi oppure alzarsi alle cinque per occupare un posto in biblioteca e non uscirne più. La cosa interessante di questa categoria è che, appena passata la sessione, lo studente universitario tornerà immediatamente allo stadio rilassato. Come le neo-mamme dimenticano subito i dolori del parto, lo studente universitario dimentica di aver sostenuto un esame nel momento esatto in cui questo finisce e, recuperate le energie, va a sfondarsi di birra.

 




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