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Silence, Exile & Cunning – Exù

Melodie catchy e sonorità indie rock, che ci riportano subito nei sobborghi più grigi delle Midlands o, per dire una città a caso, di Sheffield. È questa la scelta sonora fatta per Exù, primo lavoro datato aprile 2013 dei Silence, Exile & Cunning (cliccando qui potete vedere la nostra intervista con loro), band che negli ultimi tempi ha fatto parlare di sé grazie ad alcuni successi in importanti concorsi come il Music in progress di Crema e l’Hell yea contest di Melzo.

Un cd d’impatto, da ascoltare senza pretese, ma che diverte e dà brio.

Pezzi che ti fanno subito muovere il piedino sotto al tavolo, grazie ad un’affiatata sezione ritmica che compie in maniera egregia il suo dovere; per dirla in parola povere, il vero punto di forza della band. Troppe però le somiglianze con i gruppi più noti del panorama indie rock d’oltremanica perché ne risulti un lavoro originale. Già dalla prima traccia, infatti, si ha la sensazione di ascoltare un vecchio bootleg degli Arctic Monkeys.

Ottimo il tentativo di inserire sonorità country e folk in Futility, con un ritmo quasi da quadriglia; una strada già percorsa dagli scozzesi The Fratellis, però. Molto interessanti anche gli ostinati presenti nel brano Dadaistic vision, che arrivano quasi inaspettati, catturando la curiosità dell’ascoltatore.

Nel complesso il lavoro dei Silence, Exile & Cunning risulta fresco e orecchiabile, merito anche di liriche accattivanti eseguite con un tono pseudo-malinconico dalla voce di Lorenzo Crippa, frontman della band.

Ma c’è una pecca e non è da sottovalutare, perché non sarà mai facile emergere nel panorama indie rock italiano con un sound così vicino a quello di altri lidi, ben più importanti del nostro ma al tempo stesso così diversi. L’Italia è un mondo in cui molto spesso la devozione verso i grandi capisaldi internazionali di questo genere (britannici soprattutto) sfocia in una mancanza di sperimentazione e novità. Ed è questo il motivo per il quale fatichiamo a sfondare nei mercati esteri. Copiare, non imitare (n.b.: da non prendere alla lettera).

 

Tracklist:

1. God viper’s head
2. Dadaistic vision
3. Missolonghi
4. Plug in dreams
5. Futility
6. Pladjaktush (What should you do about that?)
7. Dots ‘n borders
8. Last, proximate end




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