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Elton Novara – Più spregiudicato

Non capita spesso di restare stupiti ascoltando un artista emergente. Siamo nel 2014, il periodo non è dei migliori e tutte le idee più fighe se le sono già prese gli altri. Poi un bel giorno, e non sai neanche perché, ti capita in mano il secondo EP di tale Elton Novara, Più spregiudicato si chiama. Boh, facciamolo partire. E via con la uno, la due, la tre, tutte quante, finché finisce e tu resti lì immobile, quasi estasiato. Non sai che dire, o meglio, non sai da dove cominciare.

La chiarezza prima di tutto: Elton Novara è un genio.

Appurato questo, è quanto di più vicino in termini di stile, approccio e qualità agli Elio e le storie tese che vi è certamente capitato di sentire in giro in questi anni (anche se molto meno prog). In effetti anche Rocco Tanica e Cesareo in persona hanno dichiarato il proprio apprezzamento per il cantautore di Busto Arsizio.

Il genere di questo disco, a detta del proprio autore, è melodrammatico/ultrapop. Effettivamente è un “poppiù”, che non c’entra niente con le drogucce mescaline di Alex DeLarge, ma rende bene l’idea di un qualcosa che va oltre l’abitudinario. L’anima delle canzoni è prevalentemente sixties (ma c’è spazio anche per lo ska-reggae), intrisa di digressioni musicali permesse dalla grande abilità dei musicisti. Il tutto come pretesto all’istrionismo e alla straordinaria originalità di Elton. La quarta traccia, Denaro, sintetizza tutto questo, oltre al fatto che fa venire davvero voglia di andare a un suo concerto.

Tecnicamente non c’è un granché da dire, il livello di esecuzione è altissimo, quello di produzione anche. I testi sono pervasi di nonsense e di continui giochi di parole e divertissement linguistici (“io sarei un po’ più Felipe”). Inoltre l’EP ha potuto contare su diverse collaborazioni, come quella del bassista Giorgio Materiale o della voce de Il Fieno Gabriele Bosetti.

Più spregiudicato è un’esplosione delirante di fiati, chitarre elettriche, omaggi a Den Harrow e Paolo Brosio, autocitazionismo, ironia e decadentismo dei nostri tempi. Un condensato di tutto quello che vorremmo sentire, ma anche no. “Alziamoci in piedi” direbbe il parroco.

VOTO: 4 su 5.

 

Tracklist:

  1. (quasi mi spiace suicidarmi proprio adesso che cominciano) Le belle giornate
  2. Un pesce di nome Elton
  3. La maturità emotiva di un 13N
  4. Denaro [(maledetto) Den Harrow]
  5. L’estate dell’amore (altrui)
  6. (non lasciarmi proprio adesso che cominciano) Le brutte giornate
  7. N31/L’estate dell’amore (lunare)



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