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Compiere 30 anni. E’ ora di cambiare musica. Lista di cose che non puoi più fare, dire, ascoltare.

Sei al tavolino di un bar, una sera, ed un’amica, magari la tua più cara, ti dice che intende sposarsi entro un anno col suo fidanzato e convivente. Di anni ne hai 28, e lei come te, andavate al liceo insieme, ma improvvisamente quei tempi nella tua testa si fanno lontanissimi.

“Domani c’è il compito di matematica” – “Quest’anno mi sposo”.

Il salto è evidente e traumatico, quasi più per te che ascolti che per lei che parla.

Poi capita la sera immediatamente successiva che sia un altro tuo caro amico ad annunciarti il suo imminente matrimonio. 28 anni anche lui, anche lui compagno di liceo.

A quel punto capisci definitivamente che c’è qualcosa di pazzesco e assurdo nel continuum temporale e tu devi esserti evidentemente perso per strada durante gli anni dell’università. Anni palesemente più brevi ed intensi di tutti quelli che li hanno preceduti e, probabilmente, di tutti i futuri (escludendo la variabile figli che potrebbe modificare questa mia affermazione in un imprevedibile ma sempre meno lontano futuro).

Si fa dunque il momento della resa dei conti con la propria coscienza.

“Cosa ho che non va?”

Vedrò di fare quel che non sono più, ovvero il giovane, stilando una lista musicale di ciò che evidentemente non si può più fare quando i 30 anni improvvisamente bussano alla porta, e tu hai meno di 24 mesi per rispondere e aprire.

1 – Head-banging ad un concerto Metal

Esatto. Per prima cosa, “tagliati i capelli, faccia da pirla” (cit. Massimo Boldi)

E se non te li devi tagliare perché ormai non te ne rimangono poi così tanti, beh, avrai capito da solo che quei tempi sono finiti. Chi ti guarda scapocciare ad un concerto metal – a proposito, dovresti iniziare a considerare i Pooh al posto dei Cannibal Corpse, c’hai un’età ormai – se non si è bruciato il 90% dei neuroni non vede più in te un ragazzino che sfoga la sua energia adolescenziale odiando il mondo – e le ragazze che non lo considerano – ma un idiota ed un frustrato.




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