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Bundamove – Connection: quando le collaborazioni (Sud Sound System, Emma Marrone) pagano

Se dico le parole Salento e musica rock, cosa vi viene in mente? Negramaro? Bravi, ma non ci siamo ancora. Après La Classe? Dai, fuochino. Sud Sound System? Fuocherello. Emma Marrone?! Eh, andrebbe bene anche lei. Non vi sto prendendo in giro, basta ascoltare Connection, secondo lavoro dei salentini Bundamove, per capire che c’è dentro tutto questo e di più.

I Bundamove nascono in Salento nel dicembre 2009 grazie all’amore per il funk e per la black music di Emanuele “Manufunk” Pagliara (chitarra), Marco “DonSkal” Calabrese (tastiere), Michele “Mike” Minerva (basso), Antonio “Dema” De Marianis (batteria), Sandro “Sax” Nocco (sassofono) e Gabriele “Trumpet” Blandini (tromba), musicisti che vantano collaborazioni con Roy Paci & Aretuska, Manu Chao, Boomdabash, Anansi, Steela. Ma in questo album, come detto, c’è molto di più.

Luci sul palco e si parte con l’energica Connex, tamarra quanto basta, che letteralmente presenta tutto quello che vivremo dentro le 12 tracce del disco. Lascia subito il posto a Ce me passa, dove troviamo la prima collaborazione di una lunga lista: Sud Sound System e Après La Classe, appunto. Giusto per aprire con due nomi da quattro soldi. L’impronta si sente. Che non si pensi però di aver intuito l’anima del disco! Stimoli cambia le carte in gioco con un suono quasi hip hop, ma di quel periodo in cui l’hip hop si chiamava ancora funky ed era uno dei baluardi della black music.

I Bundamove sembrano leggerti nella mente.

Hai pensato black music forse? Allora vai con Boiler, vera bomba strumentale che vede Mr.T-Bone (Bluebeaters, Africa Unite) al trombone in 4 minuti di ska-jazz puro. Ed ecco la vera sorpresa del disco con Radici e Polvere, dove troviamo una buonissima Emma Marrone che quando non urla ha anche una bella voce. Peccato che poi si lanci in virtuosismi ben al di là della sua portata. Forse unica pecca negativa dell’album. Dalle atmosfere dure e cupe di Amsterdam con la partecipazione di Cico arriviamo a Nel traffico (Lecce è vuota), la parte forse più riflessiva di questo lavoro. Questa canzone ha anche un bel testo, così come Zombie Tsunami, di gran lunga la più cattiva dell’album. Sarà che c’è Nitto dei Linea 77 alla voce. Con Vampires si torna alle radici reggae/funky, confermate da Sexy Voodoo Party che ha un mood d’oltreoceano, per chiudere poi con Filiu te Ientu, traccia che sembra scritta apposta per concludere un album.

Connection è un lavoro semplicemente pazzesco. Completo e bello sotto ogni punto di vista, ricco di collaborazioni non improvvisate ma “richieste”, in grado di dare davvero quel tocco in più ad ogni canzone. Ascoltare un album come questo dal vivo sarebbe uno splendido modo di passare una serata, una di quelle che ti dispiacerà di essere tornato a casa, dove ti sdraierai con il sorriso ancora in faccia e l’eco di ogni singola canzone che ancora risuona in testa.

VOTO: 5 su 5

 

Bonus:

  • produzione ottima, è splendido proprio ascoltare ogni canzone
  • groove, melodia, feel e orgoglio.
  • ottima consapevolezza musicale

Malus:

  • giuro che fatico a trovarne

 

Tracklist:

  1. Connex
  2. Ce me passa
  3. Stimoli
  4. Boiler
  5. Radici e polvere
  6. Amsterdam
  7. Nel traffico (Lecce è vuota)
  8. Zombie tsunami
  9. Vampires
  10. Sexy voodoo party
  11. Filiu te Ientu



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