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AIM – Finalmente a casa

Con un titolo come Finalmente a casa ci si aspetterebbe un greatest hits di una band affermata da anni, invece leggi AIM e scopri che questo è “solo” il loro quarto lavoro.

Le cose si fanno interessanti.

In questi 10 anni di carriera nel panorama underground alternative italiano, il trio brianzolo ha collezionato tre album, due EP e più di 300 concerti tra Italia ed estero, in paesi come Germania, Repubblica Ceca e Malta. Dopo queste esperienze e sotto la sollecitazione di Federico Dragogna – noto ai più come il chitarrista dei Ministri -, gli AIM hanno deciso di “tornare a casa”, componendo per la prima volta testi in italiano.

A colpire subito è la title track: batteria, basso e chitarra formano un unico grande strumento, mentre la voce rimane su un piano distante. Non è incazzata, come ci si aspetterebbe da una band alternative, ma malinconica e cantata appena, ricordando per certi versi alcuni lavori dei Verdena. Nel corso dell’album la fanno da padrone i gemelli, capaci di costruire poco a poco un muro di suono che entra nel petto, come in Voglio il mio tempo e Dov’è ancora più profondo. Purtroppo l’energia si perde strada facendo e il disco non cresce, restando in quello strano etere di luce scura, espresso al massimo nella cupa Dormi in te. Nonostante si veda un ultimo barlume di luce con Mi trovi migliore, la conclusione dell’album è un ritorno al buio.

È la quinta traccia, Vittoria, che dà il maggior contributo a Finalmente a casa, con i cori di Fabrizio Pollio, voce e leader dei milanesi IO?DRAMA, e un basso che sorregge tutta l’impalcatura della canzone. E, attenzione, c’è addirittura una linea melodica nella voce, che purtroppo è il vero punto debole del disco. “Purtroppo” ho detto, perché nella maggior parte dei brani manca totalmente una linea melodica, il che rende difficile apprezzare i testi come invece meriterebbero, oltre che diventa quasi impossibile ricordarsi una canzone dopo un solo ascolto. Sono i pro e i contro della registrazione in presa diretta, un’arma a doppio taglio che da una parte regala genuinità e un tocco grezzo, dall’altra conferma l’esistenza di pecche che avresti potuto mascherare.

Finalmente a casa è un album timido, che non conferma le alte aspettative date dai precedenti singoli Xave e Il nemico in casa. Sono sicuro, però, che gli AIM non hanno ancora esplorato a fondo il loro potenziale e, per terminare con una frase in stile villain di James Bond, “sentiremo ancora parlare di loro”.

VOTO: 2,5 su 5

 

Bonus:

  • basso e batteria sempre molto validi e sostengono tutte le canzoni
  • gli AIM hanno una loro firma ben definita e si riconoscono in ogni canzone
  • l’italiano!

Malus:

  • le canzoni sono totalmente prive di una melodia vocale
  • brani senza dinamiche, generalmente piatti
  • nel complesso il disco è monotono

 

Tracklist:

  1. Finalmente a casa
  2. Non parli già da un po’
  3. Voglio il mio tempo
  4. Nel nuovo giorno
  5. Vittoria
  6. Dormi in te
  7. Mi vuoi migliore
  8. Dov’è ancora più profondo
  9. La tregua



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