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Aeguana Way – Cattivi maestri

Sono bastati tre anni agli Aeguana Way per ricaricarsi e tornare sulla scena con un nuovo album il cui titolo, Cattivi maestri, precorre i temi e le problematiche affrontate al suo interno. Un alternative rock, in fondo non troppo spinto, che suona tra riff di chitarre e bassi distorti, suoni elettronici di sintetizzatore e linee melodiche sicuramente interessanti.

Non so se i nostri amici lucani abbiano sentito l’esigenza di un collegamento diverso con il proprio pubblico o se sia stata una scelta espressiva involontaria come altre, ma ho avuto l’impressione che, rispetto all’ultima fatica Mediazione (2011), l’alternative rock degli Aeguana Way si sia mosso, soprattutto grazie a nuovi temi lirici, da un linguaggio astratto e pacato verso un linguaggio più carico, diretto ed incisivo. Ciò denota una maggiore sicurezza da parte loro, una coscienza artistica di persone più mature che hanno voglia di discutere di argomenti di vita.

Questioni esistenziali, nausea da percorsi forzati, esperienze dettate e senso di naufragio sono temi importanti, che ci invitano a ragionare.

Ammetto di esser stato ingannato (per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa) dal saluto elettronico dei primi dieci secondi di Cattivi maestri, brano di avvio e primo singolo dell’omonimo album. Pensavo di andare incontro a un sound diverso, quando all’undicesimo (barra dodicesimo) secondo capisco che il tono sarà un altro.

L’impegno dei testi trova sostegno in riff di corde che, senza eccedere in virtuosismi o strutture complicate, riescono a infondere ai brani il tono che serve per esigere dal proprio uditorio di esser seguiti ed ascoltati. Programmi di synth leggeri, che s’alternano o accompagnano chitarre e bassi ben sostenuti, testi e belle trovate espressive, ritmi e dinamiche semplici che sanno imprimersi. Pollice alto per la terza traccia, Ibrida.

Cattivi maestri è un buon album che lascia trasparire collaborazioni importanti con esperti del settore come Paolo Pischedda dei Marta sui Tubi e Marco di Nardo dei Management del Dolore Post-Operatorio, dando vita a un alternative rock non propriamente fatto di ricerca, ma sicuramente moderno e ben studiato nella scelta delle soluzioni stilistiche.

 VOTO: 4 su 5

 

Bonus:

  • buona produzione e begli arrangiamenti
  • tracce stilisticamente coerenti

Malus:

  • attenti alle ballate

 

Tracklist:

  1. Cattivi maestri
  2. Tempesta perfetta
  3. Ibrida
  4. Kamal
  5. Caronte
  6. Resistenze virtuali
  7. La fiaba di Natale
  8. Idrofili
  9. Lacrimogeni



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