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ADA – Ada Reina

Origini sudamericane, un passato (con Morgan) ad XFactor, radici a Milano e passione per tutto ciò che è musica elettronica.

Un mix che, unito a testi semplici ma non banali e all’energia di Ada Reina, 25enne, sembra poter funzionare.

Il tentativo è quello di fare la popstar iper-pop ma con retrogusto di electro-underground, con suoni più ricercati e lavorati (prodotti dall’ottimo Gigi Barocco, collaboratore tra gli altri di The Bloody Beetroots).

L’Ep ADA, disponibile in free download sul sito di Diadora è la prima parte del disco d’esordio, aperto da Lei Balla, hit non tanto in radio quanto online – il video spacca – complice anche un mese in rotazione su MTV New Generation.

In 5 brani, si cerca di abbracciare tutto quello che a livello di musica elettronica sta influenzando la scena. Il connubio dance/testo in italiano è studiato per la ricerca di “qualcosa che manca sul mercato” e ci sta.

Dirti di sì è un pezzo a metà tra la dubstep ed il pop. Suoni fighi, sì, ma incide poco, forse la traccia più debole anche come testo e flow.

Tutt’altro discorso per Dipendenza, il pezzo più puramente pop dell’EP. Qui il flow del ritornello e l’originalità del testo funzionano. Molto Syria style ma il timbro di Ada ha una sua fisionomia.

Lei Balla è un inno alla danza come libertà con sonorità EDM. Sembianze confermate da hit.

Batteria in stile Congorock  (bella Gigi) per Sulla Bomba. Interpretazione un po’ diversa, simpatica, suoni che variano, ritmo fico, finale in crescendo. Sì!

Tu pensi a me vede infine una ricerca interessantissima di suoni alla Bonobo, quel filone lounge elettronico che spopola dalle alpi in su. Storia di una ragazza sicura ma insicura. Testo originale.

Un po di Meg.

Bene la scelta di suddividere l’album in 2 parti per valorizzarne maggiormente i pezzi.

C’è tutto e niente dentro ad ADA. Ep completo ma ancora con margini di miglioramento (voluti?).

Convince l’utilizzo di un certo tipo di immagine/immaginario electro-pop che di fatto (togliendo le già nominate Syria e Meg) non c’è nella musica italiana.

Ma soprattutto nel pop serve la coerenza e sotto questo punto di vista ci siamo. Senza pretendere testi chissà quanto complessi, andando alla ricerca di suoni un po’ diversi ma in linea con la struttura pop dei brani, con quel plus dato dall’immagine sbarazzina, Ada sembra sulla buona strada per fare centro.

 

Bonus:

  • Suoni di alto livello
  • Ada ha una sua personalità
  • Prodotto nel complesso coerente

 

Malus:

  • Seguire schemi musicali e non crearli
  • Esclusa “Lei Balla”, testi non semplici da memorizzare e canticchiare in doccia
  • Rischi. Se poco o niente ha sfondato in Italia in questo genere, magari un problema c’è (quest’ultimo non è necessariamente un Malus)

 

Voto: 4.0 su 5.0

 

 




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